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CAMMINAR DOMANDANDO

pagine di autonomia

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messico

Patriarcato, liberazione, vita

 

Pubblichiamo due documenti che ci fanno ascoltare voci femminili significative provenienti dall’America Latina.

Il primo raccoglie l’esperienza del Primo incontro internazionale di Donne che lottano, convocato dalle zapatiste lo scorso mese di marzo, a cui hanno partecipato migliaia di donne da tutte le parti del mondo:

Unite, ribelli, sorelle: così è stato il Primo Incontro Internazionale di donne che lottano (di Lucia Aita) – leggi online – scarica in pdf: Unite-ribelli-sorelle

Il secondo è la riflessione di una donna indigena del Cauca colombiano sull’aggressione patriarcale che si esprime nella rapina della terra e nell’assassinio delle donne, sulle pratiche delle donne indigene e sugli interventi di un femminismo ‘istituzionale’ di matrice occidentale che cerca di cooptarle fagocitando la loro identità e la loro autonomia.

Fra la cattura patriarcale e la nostra liberazione con la Madre Vita (di Vilma Rocío Almendra Quiguanás) – leggi online – scarica in pdf: patriarcato-liberazione-vita

Entrambi i documenti richiamano l’attenzione sul tema del patriarcato, non per trascurare altre problematiche, anzi, per affrontarle in maniera più efficace analizzando la radice profonda che le sottende. Vi invitiamo alla lettura, raccogliendo la sfida di «rinvigorire il tessuto naturale che unisce donne e uomini a Uma Kiwe (la Madre Terra)».

Cammini di guarigione: la nostra proposta siete voi!

 

Messico: un fondamentale “cammino di guarigione” ai margini di un processo elettorale “corrotto, dispotico e razzista”. I collettivi che sono sorti per sostenere la candidata indipendente Marichuy (portavoce del Consiglio Indigeno di Governo) hanno deciso di non sciogliersi dopo la raccolta delle firme necessarie a rendere esecutiva la candidatura, ma di continuare a lavorare uniti, per le proprie finalità. Una scelta a cui pochi hanno dato peso, ma che sarà carica di conseguenze.

Abbiamo voluto associare a questo articolo di Esteva la notizia della costituzione dell’Assemblea Autonoma dei Popoli della Cuenca de México, un esempio concreto e significativo di lotta autonoma e responsabile contro la sottrazione di terre di uso comune e contro i tentativi istituzionali di imporsi attraverso false assemblee comunitarie.

leggi sul sito:

link: 2018 01 18 Cammini di guarigione

link: I popoli nahua decidono di camminare per proprio conto

A 100 anni dalla grande rivoluzione russa

In America latina il trotschismo e la polemica contro Stalin e la sua gestione della Rivoluzione d’Ottobre sono tuttora diffusi anche in ambiti non strettamente intellettuali come ad esempio in questo scritto del leader campesino peruviano Hugo Blanco Galdos, pubblicato sul numero  134 della rivista Lucha Indigena da lui diretta.

Leggi l’articolo di Hugo Blanco su camminardomandando

Sette università messicane si ritrovano senza fondi statali, sospesi “in segreto” fino all’approvazione del bilancio. Una mossa che privilegia l’università privatizzata, segnando l’esclusione di quanti sono considerati “vite inutili” .

Leggi il commento di Gustavo Esteva su camminardomandando

 

Risposta al terremoto

foto tratta da: https://c.o0bg.com

Recentemente il Messico è stato sede di un forte terremoto che ha colpito soprattutto le regioni del sud e del sud-est ma con effetti considerevoli anche nella capitale. Il sisma, con ripetute scosse che hanno raggiunto l’intensità massima di 8,2 gradi della scala Richter, ha provocato almeno 300 morti, ma il numero col passare dei giorni tende a salire.

Il più grave terremoto ricordato in Messico è stato quello del 1982 che allora colpì in particolare la capitale Città del Messico e i morti allora furono stimati fra 3mila (dato ufficiale) e 20mila (altre fonti). Il governo fu impreparato a farvi fronte e si assistette a un grande sforzo auto-organizzativo dal basso della società civile che ne risvegliò anche l’impegno politico durato nel tempo, al di là dell’emergenza.

Questa capacità di auto-organizzazione si è ripetuto nelle attuali circostanze, come ci raccontano sulle pagine de La Jornada Victor M. Toledo  e Gustavo Esteva:

Victor M.Toledo – Potere ai cittadini! Quello che il terremoto ci ha lasciato

Gustavo Esteva – Sociomoto

Pablo Dávalos: SU SILENZI E COMPLICITÀ : LA SINISTRA LATINOAMERICANA IN EPOCA POSNEOLIBERISTA

Pablo Davalos

In America Latina si dibatte animatamente se siamo alla fine del “ciclo progressista” (Zibechi, Gudynas. Almeyra, frei Betto…), o se si tratti solo di una pausa o addirittura se il ciclo non sia affatto concluso e si tratti solo di analisi malevole (Sader, Cabrera…). Gli argomenti degli uni e degli altri sono interessanti da esaminare e lo faremo a breve, Ci preme però sottolineare che esistono molti elementi “interni” che facevano presagire da tempo ciò che oggi sta accadendo. Così già nel 2009 Pablo Dávalos, un intellettuale scomodo e in questo caso preveggente, aveva indicato chiaramente le contraddizioni che si andavano configurando nella sinistra latinoamericana e nei governi detti “progressisti”. Perché riesumare ora un articolo di 6 anni or sono? Perché allora il coro di lodi a questi governi era quasi unanime, sia nella sinistra latinoamericana che in quella nostrana, e la crisi odierna di questo ciclo viene da molti addebitata a ragioni “esterne” alla regione (la solito perfidia yankee, coi suoi “golpes suaves”, pur se è fuor di dubbio che la favorisca e ne approfitti) evitando così quella necessaria e salutare autocritica, i cui elementi erano, volendo, già chiari. Ma c’è un secondo motivo: Dávalos indica con chiarezza i nuovi meccanismi del potere capitalista, apparsi chiari nel “lulismo”. Si tratta di quella “egemonia ás avessas” (egemonia a rovescio) analizzata così bene dal sociologo brasiliano Chico de Olivera (https://blognooficial.wordpress.com/?s=hegemonia ) e qui evocata anche da Dávalos. Il capitale è disposto anche a rinunciare a parte dei suoi simboli pur di garantire il meccanismo di accumulazione. Se oggi per continuare l’accumulazione è necessario cedere simbolicamente il potere alla sinistra, che lo si faccia. Ricorda in niente casa nostra? (A.Z)

Leggi sul sito     –     Scarica in pdf: Davalos_Silenzi_e_complicita

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