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CAMMINAR DOMANDANDO

pagine di autonomia

Insieme possiamo raffreddare il pianeta

Se i cittadini si alleano ai contadini, tutti insieme possiamo contribuire in maniera sostanziale al raffreddamento del pianeta e allo stesso tempo mettere in atto un cambiamento concreto nei rapporti produttivi, commerciali e con l’ambiente e una maggiore giustizia sociale Questo il messaggio del fumetto pubblicato da La Via Campesina, il movimento internazionale dei contadini, insieme a Grain, una piccola organizzazione non profit che sostiene i contadini e i movimenti sociali nelle loro lotte, a favore di sistemi alimentari sotto il controllo diretto delle comunità e basati sulla biodiversità alimentare.

Basato a sua volta su un video già co-prodotto dalle due organizzazioni nel 2015, il fumetto è uno strumento a supporto della formazione sul cambiamento climatico per i movimenti sociali e le organizzazioni della società ciivile e analizza come il sistema agroindustriale impatta il clima, spiegando come cambiare percorso e iniziare a raffreddare il pianeta”.

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Buona lettura!

la redazione

Bolivia: il caso strano

Un caso veramente strano quello boliviano: c’è stato il colpo di Stato o non c’è stato? Certo, al governo ci sono oggi golpisti di destra, della destra ‘bianca’ e razzista di Santa Cruz, potenziata a suo tempo da fuggiaschi nazisti e da ustascia croati. Costoro ci avevano già provato durante la fase di approvazione della nuova Costituzione che faceva del paese uno Stato Plurinazionale. Furono giorni duri e solo il Patto di Unità di Azione fra 5 forti movimenti popolari (Confederación de Trabajadores Rurales de Bolivia, CSUTCB; Confederación Nacional de Mujeres Originarias Indígenas Campesinas de Bolivia – Bartolina Sisa; Confederación Sindicalista de Comunidades Interculturales de Bolivia, CSCIB; Confederación de Pueblos Indígenas de Bolivia, CIDOB; Consejo Nacional de Ayllus y Markas del Qullasuyu, CONAMAQ) consentirono alla nuova Costituzione di arrivare in porto (2008). Ma lungo il successivo percorso nacquero seri intoppi e nel 2011 Conamaq e Cidob, osteggiati da una politica ambigua di Morales, ne uscirono. E anche il potente sindacato degli operai e dei minatori, già vicina a Morales, ne prese le distanze. La riforma agraria era progredita nell’ovest del paese ma si era arenata invece nell’est, la zona della ‘mezzaluna fertile’, regno dei latifondisti santacrucegni e brasiliani, questi ultimi sconfinati con le loro immense monoculture della soja transgenica con i suoi ingenti impieghi di pesticidi, in contraddizione con la retorica della pachamama, la madre terra, ben propagandata dal governo. E qui la schiavitù dei lavoratori indigeni nelle grandi fattorie era frequente. Ma la contraddizione più grande fra retorica indigenista e una pratica estrattivista fu rappresentata negli anni 2011 e 2012 dal progetto TIPNIS, una grande arteria che spaccava in due questo territorio dichiarato Parco Nazionale. La resistenza fu grande e riuscì a bloccare il progetto che il governo stava però riprendendo in mano negli ultimi tempi. Luci e ombre di questo governo emergono dai testi qui allegati, disomogenei fra loro nei giudizi e nella valutazione del colpo di Stato come si conviene a una situazione complessa e lontana dall’essere analizzata nella sua vera realtà.

Lo tsunami tecnologico

Uno tsunami di potenti tecnologie convergenti investe oggi molti aspetti della vita economica, sociale, culturale e politica, con impatti rilevanti sull’ambiente e sulla salute. Il tutto in un contesto di crisi climatica a cui è sempre più urgente far fronte.

Il Gruppo ETC sta cercando di raccogliere la sfida di una valutazione critica di tutto questo complesso fenomeno, in vista di un’azione sociale positiva.

Cerchiamo di seguire questo importante lavoro di riflessione proponendovi tre nuovi articoli:

Di fronte allo tsunami tecnologico: un descrizione sintetica delle nuove tecnologie, la cui convergenza ha costituito una sorta di Big Bang tecnologico.

Zanzare transgeniche fuori controllo: le zanzare transgeniche rilasciate in Brasile, invece di contrastare la diffusione della dengue, hanno dato luogo a una progenie di super-zanzare, che comportano alti rischi per la salute e per l’ambiente.

Sacrificare l’Antartide per salvare il capitalismo: la proposta di un mega-progetto di geoingegneria, che sacrificherebbe interi ecosistemi, con rischi di fallimento e di impatti collaterali estremamente gravi.

Buon Anno e Buona lettura!

La redazione di camminardomandando

 

Tra alta tecnologia e interessi commerciali, dove va l’agricoltura?

Le colossali fusioni tra le multinazionali, l’avanzata vertiginosa della digitalizzazione dei processi agricoli, le nuove biotecnologie e gli accordi commerciali dettati dagli interessi dell’agroindustria stanno avendo effetti sull’agricoltura e l’alimentazione in tutto il mondo. Su queste tematiche, fondamentali per il futuro del cibo e della sovranità alimentare, ma anche per gli impatti sulla questione climatica, vi proponiamo due articoli che forniscono dati e considerazioni importanti:

Agricoltura 4.0Verónica Villa Arias fa una rassegna di tre elementi cruciali: i nuovi macchinari tecnologici, la digitalizzazione e le bioscienze, le tecnologie finanziarie.

Libero commercio, libere emissioni – GRAIN (organizzazione internazionale che sostiene le lotte dei contadini e dei movimenti sociali) analizza il recente accordo fra l’Unione Europea e Mercosur (il Mercato comune dell’America meridionale) dal punto di vista del loro notevole impatto sul cambiamento climatico.

Buona lettura!

La redazione di camminardomandando

Le rivolte di ottobre

Ottobre è stato un mese di rivolte in tutto il mondo, e in America Latina molti paesi sono stati percorsi da manifestazioni e proteste, ognuna diversa come ci descrive Raúl Zibechi ne Le rivolte di ottobre.
In Ecuador si apre uno spiraglio per le Nazioni Indigene (riconosciute tali dalla Costituzione): il governo ha dovuto cedere di fronte alla determinazione nonviolenta delle Nazioni Indigene confederate nella Conaie che si erano preparate con obbiettivi chiari e organizzazione ferrea, presupposti irrinunciabili per costituire un fronte coeso. Pablo Davalos, economista ecuadoregno, sottosegretario al Ministero dell’Economia sotto il governo Correa e oggi assessore della Conaie, ci  racconta come ci sono arrivati. Raúl Zibechi invece analizza come si è messa in moto la macchina politica delle assemblee indigene che alimenteranno i dibattiti del prossimo venturo Parlamento dei popoli, che costruirà, attraverso una minga (lavoro collettivo) plurinazionale, una proposta di un nuovo modello economico che assicuri il sumak kawsay (vivere bene).

Buona lettura!

la redazione di camminar domandando

Dalla parte delle donne

battesimo evangelico

L’avanzata delle destre in America Latina si accompagna ad una forte ripresa del fondamentalismo religioso cristiano (di provenienza statunitense) nella regione. Principale bersaglio di queste chiese evangeliche sono le donne, che paiono trovare in esse un punto d’appoggio che evidentemente non trovano altrove. Nancy Cardoso, teologa metodista brasiliana, intervenuta alle “Giornate di Dibattito femminista” tenutesi in Brasile lo scorso luglio, analizza il fenomeno da un punto di vista femminista ed emancipatorio e si interroga su cosa le donne trovino in questi culti patriarcali e retrivi e come aiutarle a percorrere una via più libera e consapevole. Leggi la sintesi del suo intervento.

Sulla lotta delle donne che sono riuscite ad alzarsi con dignità e coraggio per dire: Basta! alla violenza che le colpisce in modo particolare, in un mondo di violenza e di oppressione, leggi l’articolo di Gustavo Esteva: Una rabbia colma di dignità e tenerezza.

Inoltre, a proposito di religioni salvifiche (e malcelatamente destrorse), ci siamo ricordati di un interessante articolo di Enrique Dussel sul messianismo, nel quale, partendo da Walter Benjamin, si analizzano le elezioni messicane del 2018.

Buona lettura!

 

Argine alla barbarie

Tía María è il nome familiare e suadente per un enorme progetto di estrazione mineraria di rame dell’impresa Southern Peru Copper Corporation (Società del Rame del Sud del Perù, N.d.T.), localizzato nel dipartimento di Arequipa, in Perù. La popolazione indigena resiste dal 2009 a quella che vede come la devastazione delle proprie terre e fonti di acqua e la distruzione del proprio modo di vivere.

Raul Zibechi ci racconta le ragioni delle popolazioni coinvolte, la loro lotta e le recenti vittorie in un editoriale per La Jornada: Il Perù brucia. Sospesa la concessione della miniera Tia Maria per le proteste.

Eduardo Gudynas fa luce sulle contraddizioni in cui cade il partito dello sviluppo nel tentativo di giustificare l’ingiustificabile (vedi l’articolo: Il progetto minerario Tía Maria in Perù. L’etica della rendita e lo spirito estrattivista) e spiega l’ostinazione estrattivista come un vero e proprio ‘atto di fede’ a cui bisogna contrapporre un’alternativa profonda  in termini di concetti, sensibilità e spiritualità (vedi l’articolo: Teologie estrattiviste e spirtualità eretiche).

In una recente intervista concessa a un periodico spagnolo, I movimenti sociali, unico argine alla barbarie, Raul Zibechi parla diffusamente dei movimenti sociali in America Latina, di fronte alla sfida posta dall’alleanza tra capitale, destre, narcos e chiese evangeliche, come anche dalla velocità degli sviluppi tecnologici e digitali, mentre il sociologo argentino Juan Tokatlian fa un bilancio degli ultimi decenni in America Latina, segnalando che L’America Latina cammina verso l’indebolimento e la disintegrazione.

Il mais di Oaxaca per il mondo

Domani, 27 settembre 2019, in Oaxaca, uno degli stati del Messico dove le tradizioni contadine sono più vive, si celebra (inizia, sono due giorni) la festa del mais nativo. Per gli indigeni messicani la difesa del mais si identifica con la difesa della propria cultura e della vita stessa. Ci uniamo idealmente a loro rivolgendo loro un pensiero. Chi vorrà potrà mandare un messaggio di saluto via mail, anche in italiano, a questo indirizzo maiznativodeoaxaca@gmail.com .

Per saperne di più, leggi Il mais di Oaxaca per il mondo

 

 

Nuove tecnologie tra rischi e conflitti d’interesse

L’interessante Newsletter di luglio del Gruppo Etc espone i pregiudizi e i conflitti d’interesse nella relazione dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) sulla biologia sintetica e gli organismi gene drive; riassume un’interessante ricerca sul sequestro di carbonio in atmosfera per ridurre gli impatti climatici e, sempre a proposito di manipolazione genetica (in questo caso si tratta delle zanzare geneticamente modificate introdotte il 1 luglio in Burkina Faso) ci ricorda che non sappiamo gran che sulle potenziali conseguenze a lungo termine dell’uso in natura di una tecnologia di estinzione, ma i rischi sono significativi.

Leggi alcuni estratti dalla Newslettedel Gruppo ETC
Leggi larticolo del Gruppo ETC su pregiudizi e conflitti di interesse nella relazione dell’IUCN

Silvia Ribeiro, ricercatrice del Gruppo ETC, in due brevi articoli aggiunge nuovi elementi alla conoscenza dei rischi delle coltivazioni transgeniche. In un altro articolo, segnala che la catastrofe climatica si fa sempre più vicina, ma con i possibili rimedi non ci siamo: L’Istituto Postdam per la Ricerca sugli Impatti Climatici, finanziato dal governo tedesco, il 18 luglio di quest’anno ha proposto un nuovo mega-progetto di geoingegneria che, nella sua enormità, rivela le reali dimensioni del disastro che ci aspetta.

 

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