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CAMMINAR DOMANDANDO

pagine di autonomia

Vertice e contro-Vertice!

(Immagine: Polyp)

Mentre a Roma si svolge il pre-Vertice Onu sui sistemi alimentari, vi inviamo una serie di documenti che raccolgono le voci del mondo dell’agricoltura contadina e indigena, che boicottano un Summit dirottato dagli interessi del business agroalimentare.
– Trovate questi documenti nella pagina: Summit delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari 2021.

– Vi segnaliamo l’appello di La Via Campesina a fare eco al rifiuto di questo Vertice. Per aderire, cliccare qui:

– Vi segnaliamo inoltre che dal 25 al 28 luglio, a Roma e online, più di 300 gruppi e movimenti della società civile, accademici e popoli indigeni hanno organizzato un controVertice.

– Vi invitiamo infine a partecipare al webinar contadino organizzato da ARI mercoledì 28 luglio (ore 17.30). Per registrarsi e partecipare, cliccare qui.

Dalla pagina Facebook di Salvatore Ceccarelli, famoso genetista e conservatore di biodiversità cerealicola, segnaliamo:
La prova schiacciante che il Pre-Food System Summit di Roma sia l’ennesima beffa a danno di contadini e cittadini, è la presenza massiccia di Coldiretti.
Hanno ragione La Via Campesina, Altragricoltura e per una volta anche Slow Food ad aver denunciato il vizio di forma e di sostanza alla base di un vertice che dovrebbe costruire solidi binari per un’umanità in cammino verso la Sovranità Alimentare così come definita dalla Dichiarazione di Nyeleni: il diritto dei popoli ad autodeterminarsi in materia di cibo buono, sano e giusto.
Dov’è la libertà se al tavolo delle decisioni si siedono solo le grandi corporations? E dove la politica se tutto, ancora una volta, è la spartizione tra compagni di merenda?
Le governance partecipate, così come intese in questo summit, non tengono conto dei rapporti di forza tra le parti e lasciano il “campo” libero a i soliti divoratori di giustizia, equità e uguaglianza. Oggi a mettersi d’accordo sul cibo, sulla nostra salute e sulle strategie rurali per il contrasto ai cambiamenti climatici sono i nostri carnefici, i nostri sfruttatori, i nostri nemici.
Miriam Corongiu vicepresidente Altragricoltura.

Jack e il Gigante della nuvola

“C’era una volta…” comincia sempre così il racconto di una fiaba, universo fantastico dove la realtà, il sogno e l’incubo si intrecciano strettamente per poi risolversi nel lieto fine. Anche questa nostra fiaba si conclude con un lieto fine… E con un invito a farlo entrare nella realtà!

Un invito urgente, come risulta da un allarmato rapporto che abbiamo tradotto da GRAIN: i Giganti Tecnologici stiano promuovendo in tutta fretta, approfittando della pandemia, l’agricoltura industriale e l’agricoltura a contratto, indebolendo l’agroecologia e i sistemi alimentari locali attraverso lo sviluppo delle loro piattaforme di agricoltura digitale.

Ma vogliamo chiudere con un cartone animato, sempre dal sito di GRAIN, che ci ricorda che siamo semi…di resistenza.

scarica in pdf Jack e il Gigante della Nuvola

L’irruzione dei Giganti Tecnologici nell’agricoltura è un disastro per il settore alimentare mondiale

Semi di Resistenza

Buona Pasqua!

la redazione di Camminardomandando

Assalto al cibo

“Un attacco su più fronti è in corso da parte delle più grandi multinazionali dell’agroalimentare – spalleggiate da quelle dell’informatica e da altre – per appropriarsi del potere decisionale globale sulle politiche agricole e alimentari. Il tentativo è quello di riconfigurare il sistema della governance internazionale – attualmente basato su agenzie pubbliche e delle Nazioni Unite, come la FAO – e della ricerca agricola, per creare istituzioni globali gestite dalle transnazionali e dipendenti da esse, ma da cui si possano stabilire le politiche pubbliche valevoli per tutti i Paesi”. Questo l’incipit di Nuovo assalto al cibo, di Silvia Ribeiro, ricercatrice e direttrice del Gruppo ETC per l’America Latina. La Ribeiro è anche autrice degli altri due articoli che proponiamo, sempre su agricoltura, alimentazione e i continui tentativi di esproprio del controllo sociale sul cibo da parte dei Giganti Tecnologici, che mirano alla concentrazione di ogni processo e input (dalla terra al pane) fermamente in mano loro.

Nuovo assalto al cibo

Cibo digitale? No, grazie.

No al pane transgenico

Movimenti nella pandemia

Come stanno vivendo la pandemia los de abajo, quelli ‘che stanno in basso’? Ce lo racconta Raúl Zibechi, non per sentito dire ma in virtù dei contatti che da anni intrattiene con i ‘movimenti dal basso’ in America Latina. Vi segnaliamo una serie di suoi articoli sul vissuto di tante comunità rurali e urbane, a cui ci sembra interessante associare una riflessione dello stesso Zibechi sul pensiero critico in tempi di pandemia.

Sempre restando in argomento, vi segnaliamo anche la recensione di un interessante libro di Zibechi, uscito in traduzione italiana: Alba di mondi ‘altri’. I nuovi movimenti dal basso in America Latina.

Buona lettura!

Pensiero critico e pandemia

I movimenti nella pandemia

Le origini oscure del virus

Mentre due Commissioni d’inchiesta sono al lavoro, con l’obiettivo di dare una risposta agli interrogativi sull’origine del Sars-CoV-2, Silvia Ribeiro, direttrice del Gruppo ETC per l’America Latina, ricostruisce in due interessanti articoli la storia di una decina d’anni di esperimenti ad alto rischio sui coronavirus, in cui collaboravano Stati Uniti e Cina. Segnala inoltre dichiarazioni, silenzi e manovre sotterranee che accompagnano e probabilmente distorcono la ricerca di ciò che è realmente accaduto. Un’informazione seria e corretta che non ha nulla a che vedere con ipotesi ‘complottiste’.

Vi invitiamo alla lettura:

Le origini oscure del virus – parte prima

Le origini oscure del virus – parte seconda

Come i castelli di sabbia in riva al mare…

In questi mesi passati si è andata diffondendo l’immagine di un probabile crollo del sistema. Confrontato dalle crisi che esso stesso produce, il Capitale fatica a trovare nuovi filoni estrattivi. Tuttavia il cambiamento climatico e la pandemia sono ghiotte occasioni per nuovi investimenti e profitti, il tutto finanziato dai governi con i piani vaccinali e il Green New Deal; il sistema si sta dunque riorganizzando per continuare a estrarre valore: questa volta, direttamente dalle nostre vite! Ma in parallelo si diffonde la consapevolezza che davvero: “Ora basta!”: un cambiamento è indifferibile.

Ingiustizia climatica e pandemia  Le cause del cambiamento climatico si intrecciano con quelle della pandemia: in entrambi i casi, il sistema alimentare agroindustriale è una delle cause principali.

Covid e vaccini transgenici    Le imprese colgono l’opportunità dovuta al fatto che i governi, sollecitati a trovare una rapida via d’uscita dallo stato di crisi pandemica e di stanchezza della popolazione, sono disposti a conferire loro enormi risorse pubbliche – denaro, conoscenze e strutture pubbliche – e ad allentare le norme e la valutazione della sicurezza dei vaccini.

Un’altra pandemia alle porte Ora viene alla luce uno scenario da incubo: una nuova pandemia di influenza suina potrebbe sovrapporsi a quella attuale di Covid-19, perché non è stato fatto nulla per cambiare il sistema di allevamento e il sistema agricolo industriale che lo supporta.

Buona lettura!

la redazione di camminardomandando

Se la Natura va all’attacco della modernità

La pandemia oramai è globale e molte voci si levano dall’America Latina per riflettere sul suo significato ma anche per disegnare concretamente nuove possibilità di futuro.

Il sistema economico in voga da 5 secoli è in fase di collasso, e Gustavo Esteva ci racconta come in Messico, tra ritorni al passato con la scusa dell’emergenza e barlumi di un futuro ancora incerto, la solidarietà giù in basso rimanga il motore di ogni cambiamento possibile per la gente comune, intrappolata tra isolamento imposto e la necessità di auto-organizzarsi.

Molte cose dovranno cambiare, se non vogliamo tornare alla normalità di prima che era, in realtà, il problema. Silvia Ribeiro, ricercatrice del Gruppo Etc per l’America Latina, nel suo articolo Gli allevatori della pandemia ci segnala che “tre cause concomitanti e complementari hanno prodotto tutti i virus infettivi che si sono diffusi a livello globale negli ultimi decenni, come l’influenza aviaria, l’influenza suina, i ceppi infettivi di coronavirus e altri. La causa principale è l’allevamento industriale e massiccio di animali”. Gli allevamenti intensivi sono il luogo ideale per la rapida mutazione dei virus e la loro diffusione, ma sono anche indirettamente responsabili delle malattie più diffuse. Se non affrontiamo con decisione e coraggio le cause dei nostri guai, gli effetti continueranno ad essere devastanti.

Abbiamo poi tradotto un articolo del filosofo argentino Enrique Dussel, che riflette sulla fragilità dei nostri corpi e delle nostre mirabolanti costruzioni mentali che sembrano solide ma vengono messe in crisi da un filamento di RNA chiamato COVID nel momento in cui la Natura va all’attacco della modernità.

Un testo più impegnativo ma molto bello è di Edgardo Lander, il sociologo venezuelano. In La crisi terminale del modello di civiltà della modernità coloniale, Lander esamina il nostro modello economico in tutte le sue folli applicazioni.

Buona lettura!

la redazione di camminardomandando

Sosteniamo il coraggio di Máxima Acuña!

Da quasi dieci anni, questa contadina peruviana è in lotta con una grande impresa mineraria che estrae oro e rame nella regione di Cajamarca, in Perù, devastando il territorio e privando le comunità indigene delle loro sorgenti di acqua.

Earthworks, un organismo non profit per la protezione delle comunità e dell’ambiente dagli impatti avversi dell’estrazione mineraria e della produzione di energia, ci invita ad esprimere il nostro sostegno alla lotta di Máxima, che continua tutt’ora a subire vessazioni, chiedendo che Newmont smetta di farle causa e lasci vivere in pace lei, la sua famiglia e le comunità del territorio.

La vicenda di Máxima è narrata brevemente nell’articolo che pubblichiamo:

Una roccia chiamata Máxima Acuña

Verso una società iper-connessa

Siamo tutti sotto la legge marziale per quanto riguarda le nostre comunicazioni, semplicemente non riusciamo a vedere i carri armati, ma ci sono […] Però internet è il nostro spazio.
(Julian Assange)

Nuove reti di comunicazione, internet delle cose, milioni di dispositivi collegati a tempo pieno, antenne ogni 100/200 metri sulla terra e migliaia di satelliti a bassa orbita in cielo per la trasmissione dei segnali… Stiamo entrando nella realtà assolutamente nuova di una società iper-connessa. Si parla ormai della “quarta rivoluzione industriale”, dominata dalle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT, se vogliamo seguire la moda delle sigle in inglese).

Silvia Ribeiro, nel suo articolo Uno tsunami chiamato 5G, ci offre una breve sintesi della situazione.

Peter Bloom, nel suo articolo Reti 5G – Una prospettiva critica, oltre ad alcuni dati tecnici ci offre una panoramica generale  e alcune riflessioni sugli impatti delle nuove tecnologie sulle relazioni sociali ed economiche (privacy, sorveglianza, manipolazione, rischi di hackeraggio e via dicendo).

Ana Esther Ceceña, nel suo articolo Reti e trame di guerra, mette in luce le prospettive di quella che il Dipartimento della Difesa statunitense già nel 2003 chiamava “la guerra basata sulla rete”.

C’è un urgente bisogno di analisi, dibattito e azioni collettive sulla tempesta digitale che ogni giorno si intensifica, e sugli effetti già accertati che l’esposizione alle onde elettromagnetiche ha sul nostro corpo e sulla nostra salute.

Buona lettura,

la redazione di camminardomandando

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