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CAMMINAR DOMANDANDO

pagine di autonomia

Raul Zibechi: Autocritiche femministe e movimenti antisistema


Questo 8 marzo ci ha riservato grandissime mobilitazioni, che sono la duplice conseguenza della violenza sistemica contro le donne e della persistenza dei movimenti femministi che non si tirano indietro quando è il momento di andare contro corrente….
Uno dei fatti più notevoli è stato la diffusione di un documento intitolato Alcune riflessioni sulle metodologie femministe, formulato da un insieme di persone e organizzazioni che si richiamano al femminismo decoloniale”.
Raul Zibechi commenta il documento a proposito della chiamata allo sciopero globale per l’8 marzo e al suo significato per le moltissime donne del sud del mondo cui la lotta quotidiana per la sopravvivenza non consentiva partecipare. Un severo punto di vista dal basso, che, come ricorda Zibechi, ci provoca quell’imprescindibile disagio ma arricchisce il nostro orizzonte.

Continua a leggere qui Zibechi e qui il documento femminista decoloniale

Emir Olivares Alonso: Il terribile impatto di pesticidi e transgenici nell’America del Sud

futuro

Le coltivazioni di soia geneticamente modificata si sono estese in gran parte dell’America del Sud, e con esse l’uso di pesticidi contenenti glifosato, che hanno avuto un terribile impatto sulla salute delle persone che vivono nelle vicinanze dei campi dove si semina questa soia.

Medardo Avila, ricercatore della Facoltà di Medicina dell’Università Nazionale di Cordova, in Argentina, ha presentato diversi studi scientifici che dimostrano che queste coltivazioni e gli agrotossici hanno lasciato dietro di sé casi di cancro, malformazioni congenite, morti, problemi respiratori e aborti spontanei.

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MESSICO: CAMMINI DI LOTTA E DI SPERANZA

camminodi Gustavo Esteva

L’anno inizia con una luce di speranza. E’ venuta da San Cristóbal de Las Casas in uno dei momenti più oscuri e strazianti della storia del paese, sotto una tormenta di violenza, spoliazione, impunità e morte. Avremo presto un Consiglio indigeno di Governo, che si esprimerà con la voce di una donna indigena che sarà candidata alle elezioni del 2018.

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traduzione a cura di camminar domandando”

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Andrés Carrasco: La scienza e gli OGM.

gmo

Andrés Carrasco (1946-2014), noto biologo molecolare argentino e presidente onorario della Unión de Científicos Comprometidos con la Sociedad y la Naturaleza en América Latina, denuncia la mistificazione della propaganda che sostiene le tecnologie di modificazione genetica.

Carrasco mette in luce due aspetti fondamentali:

– dal punto di vista scientifico, i presupposti errati e anacronistici su cui queste tecnologie si fondano;

– dal punto di vista socio-politico e culturale, la distruzione sistematica del patrimonio culturale dei popoli indigeni e contadini a cui danno luogo: un vero e proprio sterminio di saperi, culture e popolazioni a sostegno del modello ‘estrattivista’, che è la forma assunta dal colonialismo nel mondo attuale.

Aggiungiamo, sullo stesso tema delle biotecnologie, un contributo recente di Silvia Ribeiro su La Jornada.

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I progetti dei «padroni senza popoli» e le proposte dei «popoli senza padrone»

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Tre temi in generale:

Uno, il contesto particolare di ciò che sta succedendo in Colombia, e le condizioni in cui si firma l’accordo.

Due, l’analisi di qual è la pace di cui si sta parlando e del perché noi riteniamo che si tratti soltanto della firma di un accordo bilaterale di cessate il fuoco fra le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) e il governo.

Tre, le possibilità e le sfide per i popoli nel contesto attuale e nel quadro di questa firma.

Dopo questa introduzione, Vilma Almendra, una donna indigena nasa del Nord del Cauca, fa una pausa, guarda i presenti negli occhi , prende fiato e comincia un racconto lungo, rapido, emozionato, adirato, fiero, che le esce dal cuore e che per noi dura un’ora, ma per i popoli del Nord del Cauca ha centinaia di anni.

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Somos viento, la resistenza di una comunità

viento

La resistenza della popolazione contadina al Parco Eolico di San Dioniso del Mar nell’Istmo di Tehuantepec è stata ed è accanita. Non tutto quello che sembra verde è in realtà verde, come ci racconta questo video.

Quaderno n.5 – R. Zibechi: La nuova corsa all’oro.

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L’estrattivismo, che ha avuto in America Latina le sue espressioni più esasperate, è stato messo sotto accusa dapprima come fattore di distruzione della natura e poi come modello economico di rapina e di esclusione sociale. Dopo aver sviluppato queste due tesi, che indubbiamente evidenziano aspetti reali, Zibechi ha spinto la sua analisi ancora più in profondità, individuando nell’estrattivismo una cultura che ha messo al centro la rapina da un lato, il consumismo e l’ostentazione dall’altro, disgregando in tal modo il tessuto della società. Questo nuovo modello di ‘società estrattivista’ è ciò che egli illustra nel presente lavoro.

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POST-PROGRESSISMO E ORIZZONTI EMANCIPATORI IN AMERICA LATINA di M.Modonesi e M.Svampa

progressisti

Nel mondo politico e intellettuale latinoamericano prosegue il dibattito concernente il rapido passaggio di governi da coalizioni di centro sinistra o da alcuni governi detti progressisti a governi di destra. Non è un dibattito accademico, come qualcuno potrebbe pensare, bensì un dibattito politico essenziale per il future della sinistra latinoamericana. Come evidenziano molti articoli apparsi anche in Italia, l’unica soluzione parrebbe essere un “artificioso serrare le fila dietro i leader e le file del progressismo attuale”, soluzione che non trova d’accordo due prestigiosi intellettuali di sinistra latinoamericani, Massimo Modonesi e Maristella Svampa. Il loro articolo ci sembra esemplare per rigore analitico e chiarezza espositiva.

Leggilo qui o scarica Modonesi Svampa Postprogressismo in pdf

Nochixtlan, o la propagazione della rivolta

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Asunción de Nochixtlan è una localita situata al centro della Zona a Economia Speciale (Zee) sulla direttrice che congiungerà  il Golfo del Messico al Pacifico. Il 19 giugno la Polizia Federale, con l’appoggio di elicotteri, ha condotto un’operazione di guerra contro la popolazione che ha prodotto 11 morti e decine di feriti. Un salto di qualità nella repressione della rivolta contro la riforma educativa portata avanti dai maestri del distretto di Oaxaca che  ha avuto come unico risultato l’indignazione della popolazione e l’estensione della rivolta.

Carlos Fazio e Gustavo Esteva commentano gli avvenimenti qui e qui

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