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CAMMINAR DOMANDANDO

pagine di autonomia

Patriarcato, liberazione, vita

 

Pubblichiamo due documenti che ci fanno ascoltare voci femminili significative provenienti dall’America Latina.

Il primo raccoglie l’esperienza del Primo incontro internazionale di Donne che lottano, convocato dalle zapatiste lo scorso mese di marzo, a cui hanno partecipato migliaia di donne da tutte le parti del mondo:

Unite, ribelli, sorelle: così è stato il Primo Incontro Internazionale di donne che lottano (di Lucia Aita) – leggi online – scarica in pdf: Unite-ribelli-sorelle

Il secondo è la riflessione di una donna indigena del Cauca colombiano sull’aggressione patriarcale che si esprime nella rapina della terra e nell’assassinio delle donne, sulle pratiche delle donne indigene e sugli interventi di un femminismo ‘istituzionale’ di matrice occidentale che cerca di cooptarle fagocitando la loro identità e la loro autonomia.

Fra la cattura patriarcale e la nostra liberazione con la Madre Vita (di Vilma Rocío Almendra Quiguanás) – leggi online – scarica in pdf: patriarcato-liberazione-vita

Entrambi i documenti richiamano l’attenzione sul tema del patriarcato, non per trascurare altre problematiche, anzi, per affrontarle in maniera più efficace analizzando la radice profonda che le sottende. Vi invitiamo alla lettura, raccogliendo la sfida di «rinvigorire il tessuto naturale che unisce donne e uomini a Uma Kiwe (la Madre Terra)».

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L’irruzione degli invisibili

Stiamo vivendo una crisi di civiltà.
Abbiamo bisogno di un orizzonte diverso da quello del capitalismo e dell’individualismo.
Abbiamo bisogno di uscire dalla prigione dell’eurocentrismo che non offre alternative a questa crisi. Alternative che sono chiaramente tracciate nell’ultimo libro di Raúl Zibechi, che uscirà in italiano alla fine di aprile:

L’irruzione degli invisibili. Il ’68 e la nascita di nuovi mondi in America Latina.

Le soluzioni degli “invisibili”, “quelli che stanno in basso”, gli indigeni e i neri dell’America Latina, non sono realtà aliene e lontane, anzi, hanno molto da dire a noi oggi.

Presentazione del libro in una breve intervista all’autore.

Come ordinare il libro.

 

Venezuela: Affrontare il caos

La situazione in Venezuela è delicata, e per gli osservatori esterni, non facile da cogliere in tutte le sue sfaccettature. Proponiamo alcuni testi, in lingua originale, che illuminano, ciascuno da punti di vista diversi, il “caso Venezuela”.

Edgardo Lander, sociologo venezuelano, analizza il bilancio dell’esperienza bolivariana, segnalando slanci, risultati e limiti delle politiche degli ultimi anni che hanno comunque spesso migliorato la vita di “quelli che stanno in basso”.

Voci importanti in questo momento, ci sembrano essere quelle che recentemente , alla ricerca di una strategia di sopravvivenza e di vita contro la sempre più violenta espropriazione di terra, di sussistenza e di dignità operata dalle imprese e dai governi, si sono incontrate per “affrontare comunitariamente il caos”.

Infine un’intervista di Lander e Miriam Lang sulla fine di un’età dell’oro per il progressismo latino-americano che prende in esame, oltre al Venezuela, anche Bolivia ed Ecuador .

Buona lettura!

Venezuela: la experiencia bolivariana en la lucha por trascender al capitalismo.pdf

Affrontare comunitariamente il caos

América Latina: ¿fin de una edad de oro? Entrevista a Miriam Lang y Edgardo Lander

Cammini di guarigione: la nostra proposta siete voi!

 

Messico: un fondamentale “cammino di guarigione” ai margini di un processo elettorale “corrotto, dispotico e razzista”. I collettivi che sono sorti per sostenere la candidata indipendente Marichuy (portavoce del Consiglio Indigeno di Governo) hanno deciso di non sciogliersi dopo la raccolta delle firme necessarie a rendere esecutiva la candidatura, ma di continuare a lavorare uniti, per le proprie finalità. Una scelta a cui pochi hanno dato peso, ma che sarà carica di conseguenze.

Abbiamo voluto associare a questo articolo di Esteva la notizia della costituzione dell’Assemblea Autonoma dei Popoli della Cuenca de México, un esempio concreto e significativo di lotta autonoma e responsabile contro la sottrazione di terre di uso comune e contro i tentativi istituzionali di imporsi attraverso false assemblee comunitarie.

leggi sul sito:

link: 2018 01 18 Cammini di guarigione

link: I popoli nahua decidono di camminare per proprio conto

Ci auguriamo un anno rivoluzionario!

La sinistra sarà pure assente, ma l’urgenza di un cambiamento è presente e urgente. Con due articoli che parlano di rivoluzione, chiudiamo questo anno terribile con l’augurio che rivoluzione  sia, e che sia “innanzi tutto un atto d’amore per gli altri, di solidarietà e affetto concreto per il popolo e ancor più per i compagni in lotta”.

Massimo Modonesi: Tradurre Gramsci: politicizzare il pessimismo

Jaime Jiménez: L’eredità di Che Guevara

Ci ritroviamo l’anno venturo…

 

Vogliono tutto

Non è l’anno della Buona Novella! La guerra del capitalismo contro il mondo si intensifica e distrugge tutto al suo passaggio: natura, strutture sociali, cultura alla rincorsa dell’ultimo profitto, possibile o impossibile non importa.

Urge contarci e riconoscerci, secondo Gustavo Esteva, nel consueto commento su La Jornada; ma anche riflettere sul dopo, come fa Alberto Acosta raccontando il buen vivir in Ecuador. Magari anche cambiando qualche legge sui paradisi fiscali, su cui ragiona invece Emir Sader.

Pubblichiamo anche un articolo in spagnolo sulla vicenda dell’ <<indio>> Quintin Lame, una storia di violenza, sterminio e criminalizzazione che evidenzia la lunga consuetudine repressiva e genocida degli Stati nei confronti dei popoli originari, tutt’ora in corso.

Facciamo a tutti i nostri auguri per un migliore 2018!

la redazione di camminardomandando

Raul Zibechi: Perchè vincono le destre

Il ciclo progressista è finito”, dichiara secco nel suo ultimo articolo “Perché in Sudamerica crescono le destre” Raúl Zibechi, attento osservatore della realtà politica e sociale latinoamericana. Non la pensano così altri intellettuali della “sinistra organica” quale ad es. Amir Sader. L’ottimismo della volontà? Sono tempi in cui in Latinoamerica (e altrove?) il realismo induce a una osservazione disincantata di ciò che accade, registrarlo e cercar di capire le ragioni del regresso da sinistra a destra, cercando di correggere il tiro e di non disperdere l’esperienza che si può, anzi si deve, accumulare anche nei momenti sfavorevoli.

Da tempo Zibechi avverte: siamo in una società estrattivista, e queste ne sono le conseguenze. Ero portato a credere che per quanto riguarda il regresso politico, il tipo di estrattivismo fosse quello più sofisticato di quello minerario e agricolo, cioè quello politico, sociale, giuridico, finanziario. Ma Zibechi in questo articolo porta un dato sconcertante, riferito all’Argentina: <<la mappa della soia coincide “quasi matematicamente” con i territori in cui vince Macri>>

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A 100 anni dalla grande rivoluzione russa

In America latina il trotschismo e la polemica contro Stalin e la sua gestione della Rivoluzione d’Ottobre sono tuttora diffusi anche in ambiti non strettamente intellettuali come ad esempio in questo scritto del leader campesino peruviano Hugo Blanco Galdos, pubblicato sul numero  134 della rivista Lucha Indigena da lui diretta.

Leggi l’articolo di Hugo Blanco su camminardomandando

Sette università messicane si ritrovano senza fondi statali, sospesi “in segreto” fino all’approvazione del bilancio. Una mossa che privilegia l’università privatizzata, segnando l’esclusione di quanti sono considerati “vite inutili” .

Leggi il commento di Gustavo Esteva su camminardomandando

 

Risposta al terremoto

foto tratta da: https://c.o0bg.com

Recentemente il Messico è stato sede di un forte terremoto che ha colpito soprattutto le regioni del sud e del sud-est ma con effetti considerevoli anche nella capitale. Il sisma, con ripetute scosse che hanno raggiunto l’intensità massima di 8,2 gradi della scala Richter, ha provocato almeno 300 morti, ma il numero col passare dei giorni tende a salire.

Il più grave terremoto ricordato in Messico è stato quello del 1982 che allora colpì in particolare la capitale Città del Messico e i morti allora furono stimati fra 3mila (dato ufficiale) e 20mila (altre fonti). Il governo fu impreparato a farvi fronte e si assistette a un grande sforzo auto-organizzativo dal basso della società civile che ne risvegliò anche l’impegno politico durato nel tempo, al di là dell’emergenza.

Questa capacità di auto-organizzazione si è ripetuto nelle attuali circostanze, come ci raccontano sulle pagine de La Jornada Victor M. Toledo  e Gustavo Esteva:

Victor M.Toledo – Potere ai cittadini! Quello che il terremoto ci ha lasciato

Gustavo Esteva – Sociomoto

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