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CAMMINAR DOMANDANDO

pagine di autonomia

Ci auguriamo un anno rivoluzionario!

La sinistra sarà pure assente, ma l’urgenza di un cambiamento è presente e urgente. Con due articoli che parlano di rivoluzione, chiudiamo questo anno terribile con l’augurio che rivoluzione  sia, e che sia “innanzi tutto un atto d’amore per gli altri, di solidarietà e affetto concreto per il popolo e ancor più per i compagni in lotta”.

Massimo Modonesi: Tradurre Gramsci: politicizzare il pessimismo

Jaime Jiménez: L’eredità di Che Guevara

Ci ritroviamo l’anno venturo…

 

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Vogliono tutto

Non è l’anno della Buona Novella! La guerra del capitalismo contro il mondo si intensifica e distrugge tutto al suo passaggio: natura, strutture sociali, cultura alla rincorsa dell’ultimo profitto, possibile o impossibile non importa.

Urge contarci e riconoscerci, secondo Gustavo Esteva, nel consueto commento su La Jornada; ma anche riflettere sul dopo, come fa Alberto Acosta raccontando il buen vivir in Ecuador. Magari anche cambiando qualche legge sui paradisi fiscali, su cui ragiona invece Emir Sader.

Pubblichiamo anche un articolo in spagnolo sulla vicenda dell’ <<indio>> Quintin Lame, una storia di violenza, sterminio e criminalizzazione che evidenzia la lunga consuetudine repressiva e genocida degli Stati nei confronti dei popoli originari, tutt’ora in corso.

Facciamo a tutti i nostri auguri per un migliore 2018!

la redazione di camminardomandando

Raul Zibechi: Perchè vincono le destre

Il ciclo progressista è finito”, dichiara secco nel suo ultimo articolo “Perché in Sudamerica crescono le destre” Raúl Zibechi, attento osservatore della realtà politica e sociale latinoamericana. Non la pensano così altri intellettuali della “sinistra organica” quale ad es. Amir Sader. L’ottimismo della volontà? Sono tempi in cui in Latinoamerica (e altrove?) il realismo induce a una osservazione disincantata di ciò che accade, registrarlo e cercar di capire le ragioni del regresso da sinistra a destra, cercando di correggere il tiro e di non disperdere l’esperienza che si può, anzi si deve, accumulare anche nei momenti sfavorevoli.

Da tempo Zibechi avverte: siamo in una società estrattivista, e queste ne sono le conseguenze. Ero portato a credere che per quanto riguarda il regresso politico, il tipo di estrattivismo fosse quello più sofisticato di quello minerario e agricolo, cioè quello politico, sociale, giuridico, finanziario. Ma Zibechi in questo articolo porta un dato sconcertante, riferito all’Argentina: <<la mappa della soia coincide “quasi matematicamente” con i territori in cui vince Macri>>

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A 100 anni dalla grande rivoluzione russa

In America latina il trotschismo e la polemica contro Stalin e la sua gestione della Rivoluzione d’Ottobre sono tuttora diffusi anche in ambiti non strettamente intellettuali come ad esempio in questo scritto del leader campesino peruviano Hugo Blanco Galdos, pubblicato sul numero  134 della rivista Lucha Indigena da lui diretta.

Leggi l’articolo di Hugo Blanco su camminardomandando

Sette università messicane si ritrovano senza fondi statali, sospesi “in segreto” fino all’approvazione del bilancio. Una mossa che privilegia l’università privatizzata, segnando l’esclusione di quanti sono considerati “vite inutili” .

Leggi il commento di Gustavo Esteva su camminardomandando

 

Risposta al terremoto

foto tratta da: https://c.o0bg.com

Recentemente il Messico è stato sede di un forte terremoto che ha colpito soprattutto le regioni del sud e del sud-est ma con effetti considerevoli anche nella capitale. Il sisma, con ripetute scosse che hanno raggiunto l’intensità massima di 8,2 gradi della scala Richter, ha provocato almeno 300 morti, ma il numero col passare dei giorni tende a salire.

Il più grave terremoto ricordato in Messico è stato quello del 1982 che allora colpì in particolare la capitale Città del Messico e i morti allora furono stimati fra 3mila (dato ufficiale) e 20mila (altre fonti). Il governo fu impreparato a farvi fronte e si assistette a un grande sforzo auto-organizzativo dal basso della società civile che ne risvegliò anche l’impegno politico durato nel tempo, al di là dell’emergenza.

Questa capacità di auto-organizzazione si è ripetuto nelle attuali circostanze, come ci raccontano sulle pagine de La Jornada Victor M. Toledo  e Gustavo Esteva:

Victor M.Toledo – Potere ai cittadini! Quello che il terremoto ci ha lasciato

Gustavo Esteva – Sociomoto

Scienza e neuroscienze

Nora Merlin – Colonizzazione della soggettività: le neuroscienze

L’articolo che inseriamo nel blog ci sembra interessante per la sua denuncia dell’uso politico delle neuroscienze. Non crediamo, come l’autrice fa, nell’assoluta inutilità scientifica di questa disciplina, ma concordiamo sul fatto che oggi le neuroscienze sono diventate uno strumento di costruzione di soggettività succubi al progetto sociale neoliberista, come ampiamente documentato nel testo di Pablo Dávalos inserito in questo blog e a suo tempo stampato nel secondo opuscolo della serie “Voci da Abya Yala”: Le nuove vie del potere: verso il controllo totale della mente?

Leggi online oppure scarica in pdf: Merlin_Colonizzazione_soggettivita

Un’altra voce critica su argomenti di carattere scientifico è quella di Silvia Ribeiro, di cui abbiamo recentemente pubblicato: Transgenici 2.0: è ora di smetterla.

Gustavo Esteva: Indigenizzarsi

Il Congresso Nazionale Indigeno (CNI) e gli zapatisti hanno lanciato un appello molto ampio che viene rivolto all’intera società e che esige risposte chiare e impegnate, scrive Gustavo Esteva su La Jornada.

Se infatti gli individui sradicati costruiti dal capitalismo e dallo Stato nazione abbandonano questa condizione di oppressione e mettono radici in un luogo fisico e culturale, se si indigenizzano, starebbero contribuendo alla ricostruzione della società.

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Raul Zibechi: Autocritiche femministe e movimenti antisistema


Questo 8 marzo ci ha riservato grandissime mobilitazioni, che sono la duplice conseguenza della violenza sistemica contro le donne e della persistenza dei movimenti femministi che non si tirano indietro quando è il momento di andare contro corrente….
Uno dei fatti più notevoli è stato la diffusione di un documento intitolato Alcune riflessioni sulle metodologie femministe, formulato da un insieme di persone e organizzazioni che si richiamano al femminismo decoloniale”.
Raul Zibechi commenta il documento a proposito della chiamata allo sciopero globale per l’8 marzo e al suo significato per le moltissime donne del sud del mondo cui la lotta quotidiana per la sopravvivenza non consentiva partecipare. Un severo punto di vista dal basso, che, come ricorda Zibechi, ci provoca quell’imprescindibile disagio ma arricchisce il nostro orizzonte.

Continua a leggere qui Zibechi e qui il documento femminista decoloniale

Emir Olivares Alonso: Il terribile impatto di pesticidi e transgenici nell’America del Sud

futuro

Le coltivazioni di soia geneticamente modificata si sono estese in gran parte dell’America del Sud, e con esse l’uso di pesticidi contenenti glifosato, che hanno avuto un terribile impatto sulla salute delle persone che vivono nelle vicinanze dei campi dove si semina questa soia.

Medardo Avila, ricercatore della Facoltà di Medicina dell’Università Nazionale di Cordova, in Argentina, ha presentato diversi studi scientifici che dimostrano che queste coltivazioni e gli agrotossici hanno lasciato dietro di sé casi di cancro, malformazioni congenite, morti, problemi respiratori e aborti spontanei.

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