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CAMMINAR DOMANDANDO

pagine di autonomia

I progetti dei «padroni senza popoli» e le proposte dei «popoli senza padrone»

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Tre temi in generale:

Uno, il contesto particolare di ciò che sta succedendo in Colombia, e le condizioni in cui si firma l’accordo.

Due, l’analisi di qual è la pace di cui si sta parlando e del perché noi riteniamo che si tratti soltanto della firma di un accordo bilaterale di cessate il fuoco fra le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) e il governo.

Tre, le possibilità e le sfide per i popoli nel contesto attuale e nel quadro di questa firma.

Dopo questa introduzione, Vilma Almendra, una donna indigena nasa del Nord del Cauca, fa una pausa, guarda i presenti negli occhi , prende fiato e comincia un racconto lungo, rapido, emozionato, adirato, fiero, che le esce dal cuore e che per noi dura un’ora, ma per i popoli del Nord del Cauca ha centinaia di anni.

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Somos viento, la resistenza di una comunità

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La resistenza della popolazione contadina al Parco Eolico di San Dioniso del Mar nell’Istmo di Tehuantepec è stata ed è accanita. Non tutto quello che sembra verde è in realtà verde, come ci racconta questo video.

R. Zibechi: La nuova corsa all’oro.

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L’estrattivismo, che ha avuto in America Latina le sue espressioni più esasperate, è stato messo sotto accusa dapprima come fattore di distruzione della natura e poi come modello economico di rapina e di esclusione sociale. Dopo aver sviluppato queste due tesi, che indubbiamente evidenziano aspetti reali, Zibechi ha spinto la sua analisi ancora più in profondità, individuando nell’estrattivismo una cultura che ha messo al centro la rapina da un lato, il consumismo e l’ostentazione dall’altro, disgregando in tal modo il tessuto della società. Questo nuovo modello di ‘società estrattivista’ è ciò che egli illustra nel presente lavoro.

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POST-PROGRESSISMO E ORIZZONTI EMANCIPATORI IN AMERICA LATINA di M.Modonesi e M.Svampa

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Nel mondo politico e intellettuale latinoamericano prosegue il dibattito concernente il rapido passaggio di governi da coalizioni di centro sinistra o da alcuni governi detti progressisti a governi di destra. Non è un dibattito accademico, come qualcuno potrebbe pensare, bensì un dibattito politico essenziale per il future della sinistra latinoamericana. Come evidenziano molti articoli apparsi anche in Italia, l’unica soluzione parrebbe essere un “artificioso serrare le fila dietro i leader e le file del progressismo attuale”, soluzione che non trova d’accordo due prestigiosi intellettuali di sinistra latinoamericani, Massimo Modonesi e Maristella Svampa. Il loro articolo ci sembra esemplare per rigore analitico e chiarezza espositiva.

Leggilo qui o scarica in pdf: Modonesi_Svampa

Nochixtlan, o la propagazione della rivolta

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Asunción de Nochixtlan è una localita situata al centro della Zona a Economia Speciale (Zee) sulla direttrice che congiungerà  il Golfo del Messico al Pacifico. Il 19 giugno la Polizia Federale, con l’appoggio di elicotteri, ha condotto un’operazione di guerra contro la popolazione che ha prodotto 11 morti e decine di feriti. Un salto di qualità nella repressione della rivolta contro la riforma educativa portata avanti dai maestri del distretto di Oaxaca che  ha avuto come unico risultato l’indignazione della popolazione e l’estensione della rivolta.

Carlos Fazio e Gustavo Esteva commentano gli avvenimenti qui e qui

Gustavo Esteva: La battaglia di Oaxaca

oaxaca

Oaxaca brucia, scrive Gustavo Esteva, la battaglia è appena cominciata. E ha un significato speciale nella grande guerra contro la vita in tutte le sue forme che il dominio del capitale impone, in forme diverse, in ogni angolo del pianeta.  Due volte al mese, da diversi anni, è da laggiù che lui ci manda gli articoli che scrive per la Jornada. Nella capitale dello Stato omonimo, il più meridionale del Messico, esattamente dieci anni fa una delle più importanti esperienze collettive di autogoverno di questo secolo, la Comuna di Oaxaca, fu stroncata da una repressione sanguinosa. Era durata molto più a lungo della Comune di Parigi ed era stata preceduta da una strenua lotta dei maestr@s. Strenua quanto quella contro una riforma del lavoro travestita da riforma educativa, che gli insegnanti messicani combattono anche oggi. Ha già fatto 8 morti e decine di feriti, molti dei suoi volti più noti sono stati incarcerati per essere tenuti in ostaggio, ma la rivolta dilaga in tutto il Messico e sarà molto, molto difficile fermarla con il sangue ed il dolore.

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Andiamo oltre ciò che ci concede il sistema

bambini

Resistenza e autonomia non sono scelte contraddittorie. In un momento in cui l’attacco violento del Capitale contro ogni forma del vivente sembra irresistibile, i popoli in cammino si riuniscono a parlare di vita, libertà resistenza e autonomia. Nomi noti e gruppi provenienti da tutta l’America Latina, femministe e operai, sindacalisti e indigeni, studenti, movimenti contro le miniere e per l’accesso all’acqua e alla terra. Dal Messico alla Terra del Fuoco. Per andare oltre ciò che il sistema ci concede.

Leggi sul sito o scarica il pdf Pueblos en camino

Gustavo Esteva: Diritto e rovescio

diritto o rovescio

Pare chiaramente impossibile salvare dalla rovina questo mondo che cade violentemente a pezzi intorno a noi, distruggendo sia la natura che la cultura. In questa situazione, in momenti così chiaramente apocalittici come quelli attuali, non ci resta che ricorrere alla ricostruzione.

continua a leggere l’articolo di Gustavo Esteva su La Jornada del lunedì sul sito

L’ora dell’azione

bimba pensosa

“Non possiamo attendere oltre. Perché tutti e tutte siamo terra, viviamo su di essa, la amiamo e ne dipendiamo, perché i danni che vengono fatti ad essa sono fatti a tutti e a tutte, la lotta è di tutti e di tutte. Già da tempo i danni alla Madre Terra hanno iniziato ad essere irreversibili. Non sappiamo cosa accadrà. Però sappiamo che dobbiamo prepararci ad affrontare catastrofi sempre più gravi. E soprattutto sappiamo che non possiamo continuare a provocare danni e che dobbiamo realizzare quante più azioni di riparazione e rigenerazione possiamo”.

Alla vigilia del voto di referendum sulle trivelle siamo daccordo con Gustavo Esteva: non è più il tempo di lasciar correre….

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