Milpa messicana

26 settembre 2019

a cura di camminardomandando

Il 27 e 28 settembre si svolgerà in Messico il Secondo Incontro Interstatale “Il mais locale di Oaxaca per il mondo”, organizzato dallo Spazio dello Stato di Oaxaca in Difesa del Mais Locale. L’obiettivo, dichiarato nel sottotitolo: “Aprire un dialogo sull’importanza del mais locale per lo Stato, uno dei maggiori produttori in Messico, e denunciare i tentativi di esproprio neoliberista mediante la registrazione di brevetti sul vivente”.

L’organizzazione lotta per la conservazione e la diffusione delle sementi locali, non solo granoturco ma anche zucche e fagioli. Questi tre ortaggi vengono coltivati insieme in quella meravigliosa simbiosi che si chiama MILPA: i fagioli crescono arrampicandosi sugli steli del mais, e la zucca, con le sue larghe foglie, ombreggia le radici di entrambi. In Messico, come ovunque, l’agricoltura agroecologica e di piccola scala è sotto un fortissimo attacco da parte delle multinazionali delle sementi. Monsanto, DuPont e Syngenta, i tre giganti che concentrano in sé il 60% del mercato mondiale delle sementi, sono molto interessati al mercato messicano della semente di mais, dato che il Messico è il quinto produttore di granoturco al mondo (dati 2018). Ciò nonostante, il paese è anche il primo importatore mondiale di mais al mondo, in massima parte quello geneticamente modificato dagli Stati Uniti.

Il mais in Messico rappresenta molto più di una derrata alimentare: dichiarato parte dell’identità nazionale, è patrimonio biologico, culturale, agricolo ed economico. Il 40% del mais che si consuma in Messico proviene dalle piccole coltivazioni locali, mentre il 30% proviene dalle coltivazioni intensive nel nord del paese. Ma le pressioni per introdurre sementi geneticamente modificate sono da tempo molto forti: dal 1995 al 2017 le domande di importazione e sperimentazione sono state 893 e il tasso di rifiuto solo del 15%. Il mais è una delle 4 colture maggiormente sotto attacco e, oltre alla via legale dell’approvazione governativa, subisce l’attacco della biopirateria, ovvero la semina in pieno campo di organismi non approvati che possono diffondersi via ibridazione, contaminando le sementi locali.

L’incontro di Oaxaca segnala la forte consapevolezza dei pericoli che corre questa pianta che si è sviluppata accanto agli esseri umani nel corso dei secoli. L’incontro si aprirà il venerdì facendo il punto sulla situazione attuale del mais in Messico: proprietà intellettuale (Ogm) e libero accesso alle sementi; contesto nazionale e trattati internazionali; organizzazioni mondiali per la privatizzazione del vivente e sementi certificate. A seguire, esperienze alternative di protezione delle varietà locali e di agroecologia, incentivi alla semina di mais locale e condivisione di esperienze.

Il secondo giorno inizierà con una processione ai campi di mais e culminerà con una cerimonia in cui si ricostruirà la storia del mais e si celebrerà un rito sull’altare costruito collettivamente sul posto, con la consegna simbolica de “I semi di Oaxaca per il mondo: liberi da brevetti” a organizzazioni come La Via Campesina (il maggior movimento rurale a livello mondiale). L’evento si concluderà con la premiazione dei lavori sul tema: “Come si semina e si conserva il mais nella mia comunità”.

Per scaricare il programma dell’incontro in pdf, clicca qui