Verónica Villa Arias
6 settembre 2019

Le colossali fusioni tra le multinazionali della catena agroindustriale e l’avanzata vertiginosa della digitalizzazione dei processi agricoli stanno avendo effetti sull’agricoltura e l’alimentazione in tutto il mondo. Chiamiamo questo fenomeno Agricoltura 4.0. Il controllo attraverso piattaforme di Big Data [raccolta e gestione di enormi masse di dati – ndt] e l’automatizzazione si estendono ai fattori più importanti della sicurezza alimentare mondiale. Ovviamente, la sovranità alimentare non è prioritaria in questo schema. Riprendiamo qui di seguito i punti essenziali del documento di Pat Mooney e del Gruppo ETCBlocking the Chain”, pubblicato in inglese e in spagnolo sul sito del Gruppo ETC.

L’hardware – L’attrezzatura
L’Agricoltura 4.0 utilizza robot, droni aerei e subacquei, trattori a guida autonoma, intelligenza artificiale, migliaia di sensori elettrici, biologici, acustici, visivi, olfattivi e immagini iper-spettrali. Chiunque possegga questi dati sarà in grado di indirizzare le tendenze della produzione agricola.
La multinazionale John Deere è paradigmatica per quanto riguarda la convergenza per il controllo orizzontale e verticale della produzione agricola, poiché dal 2001 acquista informazioni su sementi e agrotossici. Oggi è in grado di combinare l’informazione dei sistemi di geolocalizzazione e la robotizzazione dei suoi macchinari con l’informazione genetica e chimica che ha acquisito dalle aziende che hanno dominato il mercato dei fertilizzanti negli ultimi 18 anni.[2]
Nuovi droni sono già allo studio per sorvegliare coltivazioni e infestanti, distribuire fertilizzanti o insetticidi, risparmiare carburante e ridurre gli sprechi. Ci sono macchine che controllano gli armenti al pascolo, sorvegliano le piantagioni di palma (e i lavoratori a giornata) e monitorano le infestazioni. Ci sono cyber-insetti che sorvegliano le colture e si pensa possano sostituire gli impollinatori naturali. I droni subacquei possono controllare recinzioni elettriche e gabbie mobili e spostarle verso migliori condizioni climatiche e alimentari per massimizzare i profitti dell’allevamento e cattura dei pesci. L’invasione di macchinari intelligenti in bacini e oceani potrebbe sfociare nella recinzione di uno degli ultimi spazi comuni al mondo, il mare aperto, lasciando all’asciutto il 10% dell’umanità, i pescatori non industriali.

Il software – Interfaccia tra Big Data e bioscienze
Il software più importante per l’Agricoltura 4.0 sono i Big Data di genetica vegetale e animale. Il maggiore investimento è nello sviluppo di interfacce tra le piattaforme di Big Data e le bioscienze, come la biologia sintetica.
Oggi è possibile codificare, memorizzare, trasferire e scaricare le informazioni genetiche. Si parla di editing genetico come se si trattasse di testi. L’intelligenza artificiale (IA) e la robotizzazione nei laboratori rendono il sequenziamento genetico[3] più economico e veloce, tanto che il virus influenzale può essere decodificato in poche ore, incorporato in un database o inviato via e-mail per essere ricreato vivo, in meno di tre giorni, in qualsiasi parte del mondo.
In teoria, non è più necessario far viaggiare i campioni fisici o stabilire accordi per il trasferimento di materiale. Gli agricoltori interessati al miglioramento genetico che vogliano produrre pomodori resistenti alla siccità potrebbero ricostruire la sequenza genetica della resistenza alla siccità di varietà provenienti da Ecuador, Perù e Cile, e introdurla tramite le tecniche dell’editing genetico nelle loro colture per la vendita in Nord America o in Europa. Se l’imprenditore non può contare su un laboratorio idoneo, può andare dai più grandi “miglioratori” del mondo a Singapore, Boston o Londra. Queste tecniche di manipolazione della vita stanno avanzando nonostante sia in corso una discussione globale sulla necessità di proibire il rilascio di tutte le forme di vita modificate con l’editing genetico.
La biologia sintetica afferma che le parti che compongono il DNA possono essere assemblate come se fossero reti elettriche. Seguendo questa teoria, un DNA con particolari ‘funzioni’ può essere inserito in vari organismi, con risultati che si presume siano prevedibili.[4] Uno dei suoi procedimenti più lucrosi è quello di produrre principi attivi di valore commerciale con lieviti, alghe e batteri geneticamente “riprogrammati” a tale scopo. Le aziende dicono che presto produrranno i 250 ingredienti più richiesti dalle industrie che processano alimenti, cosmetici e medicinali. Ci sono più di 300 progetti per sostituire prodotti come la vaniglia, lo zafferano, il vetiver, la stevia, l’olio d’oliva e il cacao. I loro promotori sostengono che in questo modo si rendono più stabili i guadagni e i costi e si garantisce la qualità, si eliminano gli imprevisti della natura e del lavoro e si riducono le emissioni di gas a effetto serra provenienti dall’agricoltura. Ma verranno eliminati anche i mercati e i redditi di milioni di famiglie contadine che coltivano artigianalmente, in condizioni geografiche e politiche estremamente difficili.

Fintech – Tecnologie finanziarie
Un terzo ambito è costituito dalle piattaforme digitali che forniscono servizi finanziari. Le più note tecnologie finanziarie sono le blockchain (letteralmente “catene di blocchi”), che funzionano come libri contabili in cui vengono registrate le fasi di ogni transazione di valore, e le criptomonete.
Le blockchain sono enormi database, collegati in reti di nodi, che registrano di tutto, dalle operazioni di produzione su larga scala ai genomi digitalizzati, alla musica, ai titoli di proprietà fondiaria, ai brevetti, ai crediti di carbonio, e persino ai voti. Ogni nodo verifica l’autenticità della voce inserita, il che rende difficile falsificare le transazioni. Ogni controllo viene aggiunto alla fine della catena, come un altro “blocco”. Il valore di questo sistema è quello di garantire la tracciabilità di ogni operazione, di confermare che tutte le fasi sono state completate e che i pagamenti criptati sono stati effettuati. Permette alle parti di navigare nella complessità del commercio mondiale senza documenti cartacei e senza intermediari.
I grandi commercianti e i trasformatori di materie prime ritengono di poter ridurre i costi di transazione tra il 20% e il 40% utilizzando le blockchain. Poiché le registrazioni di dati numerici sono anonime, sia i banchieri che i cartelli della droga possono utilizzarle per ridurre i costi amministrativi. Le criptomonete funzionano attraverso le blockchain, che sono i loro mezzi di trasporto. Per avere una moneta elettronica bisogna comprarla in precedenza con denaro reale, e il valore attuale di un singolo bitcoin è di 12 mila dollari (agosto 2019).
Nel 2018, la blockchain Easy Trading Connect ha portato a termine la vendita di una partita di semi di soia dagli Stati Uniti alla Cina, negoziando con le grandi imprese di lavorazione di materie prime Louis Dreyfus, Shandong Bohi Industry e le compagnie di assicurazione e finanziamento ING, Société Générale e ABN-AMRO. Ma le tecnologie finanziarie sono proposte anche per l’agricoltura su piccola scala, come nel caso del governo dell’Andra Pradesh in India, che cerca di promuovere l’agroecologia attraverso transazioni blockchain con la società svizzera ChromaWay, registrando come “patrimonio di informazione ” il possesso della terra, i processi agroecologici e il monitoraggio dei sussidi. In Perù, nel Parque de la Papa (uno spazio per la protezione della diversità della patata gestito da organizzazioni contadine), alcuni imprenditori della Silicon Valley insieme a economisti locali progettano una blockchain per la registrazione dei terreni e dei titoli di proprietà.
Nel 2018, il World Economic Forum ha proposto la creazione della Banca dei Codici della Terra (EBC: Earth Bank of Codes), per inserire in questa blockchain tutte le informazioni genomiche sugli esseri viventi e garantire “che i beni biologici della natura siano accessibili agli innovatori mondiali, monitorando al contempo la biopirateria e garantendo la condivisione dei benefici”. L’EBC raccoglierebbe e distribuirebbe informazioni commercialmente interessanti sulle sequenze genetiche, redigerebbe contratti intelligenti tra acquirenti e venditori di codici genetici e applicherebbe ai contratti le clausole legali pertinenti che emanano da quella stessa blockchain.

Impatto dell’agricoltura 4.0 sulla sussistenza, la natura e la giustizia
Le tecnologie digitali non possono essere analizzate isolatamente, poiché il contesto delle loro applicazioni ne determinerà la portata. Una singola transazione blockchain usa la stessa quantità di energia che una casa americana consuma in una settimana. Le informazioni sulle transazioni possono essere trasmesse in modo invisibile, ma l’infrastruttura necessaria sta sconvolgendo la vita di centinaia di comunità in tutto il mondo come un qualsiasi altro mega-progetto. La storia dimostra che una tecnologia d’avanguardia, utilizzata in contesti di corruzione e di guerra, aggrava le differenze e l’ingiustizia. Solo laddove esiste già un’infrastruttura consistente, le connessioni wireless possono essere sfruttate e si potrebbe auspicare che favoriscano la trasparenza e transazioni commerciali eque. Quello che è certo è che le tecnologie finanziarie saranno molto probabilmente accentrate nelle mani degli stessi oligopoli che già ora monopolizzano il potere monetario e politico per imporle.
La velocità con cui avvengono le innovazioni tecniche e le fusioni tra settori dell’agroindustria supera la capacità degli agricoltori di comprenderne l’impatto, e quella dei legislatori di regolamentare qualcosa di tanto vitale e delicato come i sistemi alimentari. L’integrazione verticale e orizzontale che si verifica con l’Agricoltura 4.0 può dare il controllo totale dei sistemi alimentari globali ad una manciata di aziende i cui calcoli imprenditoriali non hanno nulla a che fare con le necessità della gente o con le difficoltà socioeconomiche delle popolazioni e dei loro territori. Le “nuvole”[5] sature di Big Data non sono fatte per sostenere il benessere delle comunità rurali che, nonostante il disprezzo del sistema economico, contribuiscono oggi per il 70% all’alimentazione mondiale.
La sovranità alimentare deve essere la base per la creazione di politiche alimentari nazionali. Le tecnologie dell’Agricoltura 4.0 sono adottate e promosse dai monopoli dell’agroindustria, ed è difficile pensare che queste stesse imprese stiano promuovendo il decentramento, la democratizzazione e la cooperazione invece che la concorrenza. Se queste tecnologie prendono piede, dovrà esserci un controllo pubblico sulle loro procedure e dovranno essere creati degli strumenti internazionali per impedire che la digitalizzazione e il potere delle imprese controllino i sistemi alimentari.

Fonte: “Digitalización y poder corporativo en la cadena industrial alimentaria: Agricultura 4.0”, in América Latina en Movimiento, n. 543: Tecnologías: manipulando la vida, el clima y el planeta.

Traduzione a cura di Camminardomandando

[1] Responsabile progetti per il Gruppo Etc in Messico.

[2] Conosciuti come “i giganti genetici”, Syngenta, BASF, Dow, Monsanto, DuPont e BAYER hanno dominato il mercato delle sementi e degli agro-tossici tra il 2000 e il 2018.

[3] Ndt – Il sequenziamento è il processo attraverso cui si individua la serie di basi azotate che compongono il DNA.

[4] Ndt – Questa presunzione è già stata smentita più volte.

[5] Ndt – Cloud in inglese. Allusione al cosiddetto cloud computing, la possibilità di archiviare ed elaborare dati in una rete di server remoti invece che nel proprio computer locale.