Più di 200 leader e organizzazioni del movimento globale per l’alimentazione si oppongono ai gene drive [“forzature genetiche”].

Gruppo ETC – 16 ottobre 2018

Roma, Giornata mondiale dell’alimentazione 2018. Leader e organizzazioni globali che rappresentano centinaia di milioni di contadini e lavoratori del settore alimentare hanno esposto oggi il loro chiaro rifiuto dei gene drive [forzature genetiche], una nuova e controversa tecnologia di manipolazione genetica. Alla loro richiesta di fermare questa tecnologia, il Gruppo ETC affianca un nuovo documento dal titolo Forcing the Farm [Forzare l’agricoltura], che presto verrà pubblicato anche in spagnolo. Il documento solleva il coperchio su come i gene drive possono danneggiare l’alimentazione e i sistemi agricoli.

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I gene drive sono uno strumento di ingegneria genetica finalizzato a indurre artificialmente modificazioni genetiche in intere popolazioni di animali, insetti e piante. A differenza dei precedenti organismi geneticamente modificati (OGM), i nuovi organismi dotati di gene drive sono progettati per diffondere deliberatamente una contaminazione genetica come strategia agricola – ad esempio, la diffusione di geni di ‘auto-estinzione’ per eliminare infestanti e parassiti. Fra gli istituti di ricerca agricola che stanno sviluppando questi organismi finalizzati all’estinzione ci sono il California Cherry Board, l’US Citrus Research Board e l’impresa privata californiana Agragene Inc. Il mese prossimo, la Convenzione delle Nazioni Unite per la Biodiversità si riunirà per discutere misure di controllo di questa tecnologia, compresa una possibile moratoria.

“Non c’è posto, in nessun sistema alimentare, per la propagazione di questi organismi”, afferma Mariann Bassey, presidente dell’Alleanza per la Sovranità Alimentare in Africa, i cui 34 organismi membri sono fra i 200 e più gruppi che hanno firmato l’appello contro i gene drive. “I gene drive possono portare intere specie all’estinzione e pregiudicare l’agricoltura e l’alimentazione sostenibili ed eque”, ha continuato Mariann Bassey.

Fra coloro che hanno lanciato l’appello per una moratoria sull’uso dei gene drive nel campo dell’alimentazione e dell’agricoltura ci sono tutti i precedenti Relatori speciali delle Nazioni Unite sul Diritto al Cibo e la Relatrice attuale; la Federazione Internazionale dei Movimenti per l’Agricoltura Biologica (IFOAM); l’Unione Internazionale delle Associazioni dei Lavoratori dell’Alimentazione e dell’Agricoltura (IUF); e La Via Campesina, la più ampia rete di movimenti contadini che rappresenta 200 milioni di contadini in 81 paesi. Tra i firmatari ci sono anche noti opinionisti sulle tematiche dell’alimentazione, fra cui Vandana Shiva (attivista nel campo delle sementi), il dr. Hans Herren (vincitore del Premio Mondiale del Cibo), Karin Nansen (presidente di Amici della Terra internazionale), Nell Newman (attivista e imprenditrice nel campo dell’alimentazione) e David Suzuki (ambientalista e genetista).

“Applicare gene drive ai sistemi alimentari minaccia di ledere i diritti degli agricoltori e dei contadini così come sono sanciti nei trattati internazionali”, spiega il dr. Olivier de Schutter, che è stato Relatore delle Nazioni Unite sul Diritto al Cibo dal 2008 al 2014. “I gene drive pregiudicherebbero il rispetto di diritti umani come il diritto a cibo e nutrizione salutari, prodotti in modo ecologico e culturalmente adeguati”.

“ La Via Campesina si dichiara fermamente contraria alla tecnologia gene drive. È una minaccia alle economie contadine, alla gente, alle nazioni e anche alla sovranità alimentare mondiale. Si tratta di una tecnica che minaccia la vita, la biodiversità e i sistemi sociali”, ha dichiarato Geneviève La Lumière, una giovane contadina canadese di La Via Campesina. “Questa tecnologia incontrollata è pericolosa e può contaminare le nostre sementi, i nostri animali e i nostri suoli; destabilizza i nostri ecosistemi e distrugge le nostre risorse fondamentali. Marciano Da Silva, del Movimento brasiliano dei Piccoli Agricoltori (che a sua volta aderisce a La Via Campesina), aggiunge che “la tecnologia gene drive è fondamentalmente uno strumento per rendere brevettabili i caratteri originari delle nostre sementi contadine”.

Il documento Forcing the Farm, elaborato dal Gruppo ETC e dalla Fondazione Heinrich Böll, riporta diversi esempi di come si sta mettendo a punto questa tecnologia per applicarla nel settore dell’agricoltura (si veda l’elenco in fondi a questo articolo). Il documento rivela come gli sviluppatori di gene drive stiano deliberatamente nascondendo le possibili applicazioni agricole e al tempo stesso cerchino di focalizzare l’attenzione del pubblico su progetti di alto profilo per la salute e la conservazione. Alcuni rapporti provenienti da riunioni a porte chiuse con un comitato della difesa degli Stati Uniti mostrano che imprese agroindustriali come Monsanto-Bayer e Cibus Bioscience risultano impegnate nello sviluppo di gene drive.

“L’applicazione di gene drive al cibo e all’agricoltura capovolge le strategie dell’industria biotecnologica”, spiega Jim Thomas, co-direttore esecutivo del Gruppo ETC. “In precedenza le corporation modificavano geneticamente le colture alimentari. Ora che i consumatori rifiutano il cibo transgenico, le corporation stanno cominciando a rendere transgenico il resto del sistema agricolo – le erbe infestanti, i parassiti e gli impollinatori”.

“Il rilascio e la diffusione di gene drive minaccerebbe l’esistenza dell’agricoltura biologica, non OGM e agroecologica”, spiega Peggy Miars, presidente della Federazione Internazionale dei Movimenti per l’Agricoltura Biologica (IFOAM), un’organizzazione globale con circa 800 affiliati in 117 paesi. “Ogni governo che si preoccupi della protezione dell’agricoltura biologica e del mercato del cibo biologico dovrebbe mobilitarsi rapidamente per contrastare questa minaccia”.

Gene drive e agricoltura: sei esempi riportati da Forcing the Farm

– Si sta sviluppando l’introduzione di gene drive in mosche, insetti, vermi e altri parassiti per diffondere la sterilità come alternativa biologica ai pesticidi.

– Alcuni ricercatori propongono l’uso di gene drive come strumento da utilizzare a livello riproduttivo per accrescere la produzione di carne nell’allevamento del bestiame.

– Si sta progettando l’introduzione di  Gene drive per l’auto-estinzione in ratti, topi e coleotteri che creano problemi alla conservazione dei cereali.

– Si sta cercando di ottenere brevetti per l’introduzione di gene drive nelle api da miele per controllare i  modelli di impollinazione utilizzando fasci di luce.

– È in corso la ricerca per introdurre gene drive nelle varietà più comuni di erbe infestanti per renderle più sensibili a erbicidi come il Roundup.

– L’analisi di due brevetti chiave sui gene drive mostra che ciascuno fa riferimento a circa 500-600 usi in agricoltura, includendo i nomi commerciali di 186 erbicidi, 46 pesticidi, 310 insetti nocivi per l’agricoltura, nematodi, acari, falene, ecc.

Fonte: Over 200 Global Food Movement Leaders and Organizations Reject “Gene Drives”

Traduzione a cura di Camminar domandando, consentita ma non revisionata da ETC