La presa di posizione della società civile alla Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica, riunita in Egitto dal 17 al 29 novembre 2018

Gruppo ETC – 22 novembre 2018

La storia si ripete

  • Sono passati vent’anni da quando il Gruppo ETC ha scoperto un brevetto statunitense su quella che in seguito è stata chiamata “tecnologia Terminator”: sementi geneticamente modificate in modo da impedire ai contadini di conservarle e di riprodurle. La società civile e i movimenti contadini si sono opposti, replicando che quelle “sementi suicide” minacciavano le pratiche di conservazione delle sementi che sono antiche quanto l’agricoltura stessa.
  • La storia della tecnologia Terminator è stata emblematica nella battaglia globale contro gli OGM. Interessati unicamente a salvaguardare i loro profitti, coloro che avevano sviluppato quella tecnologia avevano omesso di valutare il potenziale impatto sociale, economico e ambientale di un intervento di ingegneria genetica rivolto a produrre sterilità. In seguito al tumulto che si è scatenato dovunque (anche negli organismi delle Nazioni Unite) nel 2000 è stata decretata una moratoria globale sulla tecnologia Terminator nel contesto della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica.
  • Oggi un rivoluzionario strumento genetico chiamato gene drive, una sorta di “figlio del Terminator”, sta riprendendo quel ruolo emblematico. Se la tecnologia Terminator permetteva alle multinazionali di rendere sterili le sementi di cui possedevano il brevetto, il gene drive procede oltre, diffondendo in natura, in maniera attiva e invasiva, la sterilità e altri geni modificati.

Dal Terminator allo Sterminatore

  • I gene drive alterano le regole della riproduzione sessuale per introdurre di forza un nuovo gene in intere popolazioni di organismi – annientando potenzialmente intere specie.
  • Gli organismi prodotti con la tecnologia gene drive (denominati “organismi gene drive – GDOs secondo la sigla inglese), alcuni dei quali sembrano attualmente operativi in contesti di laboratorio, sono in realtà “dispositivi di sterminio” – potenzialmente molto più pericolosi per i diritti umani, la sicurezza alimentare e l’ambiente di quanto non lo fosse il Terminator.
  • Anche se il gene drive viene presentato come uno strumento  dedicato alla salute e alla conservazione della natura, gli interessi reali e gli investimenti in questa tecnologia prendono di mira ancora una volta l’agricoltura e il cibo (si vedano i dati rivelatori raccolti nel nostro recente documento Forcing the Farm).

Mezzogiorno di fuoco in Egitto

  • Trattative sulle tecnologie di estinzione genetica vengono portate avanti ancora una volta nel contesto della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica (CDB), con la partecipazione di 196 paesi.
  • I contadini, i popoli indigeni e la società civile fanno sentire la loro voce alla 14a Conferenza delle Parti della CDB riunita a Sharm El-Sheikh, in Egitto. Sono sostenuti da più di 250 organizzazioni ed esponenti di spicco dei movimenti sociali internazionali, che hanno chiesto una moratoria sul rilascio di organismi prodotti con la tecnologia gene drive.
  • Una terminologia da utilizzare per bloccare il rilascio di questi organismi è stata proposta dai paesi del Sud del mondo e dovrà essere discussa dai delegati.

Il cavallo di Troia del progetto Target Malaria

  • L’industria biotecnologica ha saputo trarre insegnamento dai suoi tentativi di imporre le sementi Terminator in tutto il mondo. I suoi emissari, in Egitto, non diranno le cose con chiarezza, ma presenteranno il loro cavallo di Troia: Target Malaria, un progetto di 100 milioni di dollari elaborato dall’Imperial College di Londra.
  • L’équipe di Target Malaria intende rilasciare in diversi villaggi dell’Africa Occidentale in un primo tempo zanzare geneticamente modificate con la tecnologia gene drive e poi zanzare “Sterminatrici” ad alto rischio, con l’infondata promessa che queste tecnologie elimineranno rapidamente la malattia infettiva più letale del mondo: la malaria.
  • Scartando tecniche ben collaudate che hanno estirpato la malaria in un gran numero di paesi (recentemente in Paraguay e nello Sri Lanka), si promuoveranno gli organismi prodotti con la tecnologia gene drive come “la” soluzione. In realtà essi rappresentano un gioco d’azzardo ad alto rischio per l’ecologia dei sistemi alimentari e per la biodiversità a livello planetario.
  • In Burkina Faso, migliaia di persone hanno manifestato per le strade contro le sperimentazioni di Target Malaria. Movimenti africani e internazionali si stanno mobilitando per smascherare e combattere le false soluzioni che fanno dell’Africa un territorio neocoloniale di sperimentazione di queste tecnologie fallaci.

Vent’anni or sono, la società ha impedito all’agroindustria di sterilizzare le sementi degli agricoltori. Oggi, in Egitto, i governi del mondo devono dare prova della stessa saggezza, precauzione e lungimiranza affermando il diritto dei contadini, dei popoli indigeni e delle comunità locali a proteggere la nostra biodiversità, e devono imporre una moratoria sui gene drive.

  • Aggiornamenti sulla lotta contro i gene drive sterminatori nel contesto delle trattative condotte in Egitto dal 17 al 29 novembre 2018 vengono pubblicati regolarmente dal Gruppo ETC, che invita a consultarli online e a diffonderli fra i propri contatti e sulle reti sociali.
  • Le organizzazioni sono invitate a firmare la lettera contro i gene drive redatta in data 16 ottobre 2018 da leader e organizzazioni globali che rappresentano centinaia di milioni di contadini e lavoratori del settore alimentare, e ad unirsi alla lotta iniziata contro il Terminator, che continua oggi contro lo “Sterminatore”.
  • Per sostenere il lavoro del Gruppo ETC contro il gene drive, potete fare una donazione al Gruppo.

Fonte: Gruppo ETC, From Terminator to Exterminator

Traduzione a cura di Camminar domandando, consentita ma non revisionata da ETC

Immagine tratta dal sito del Gruppo ETC