Gruppo ETC – maggio 2018

Tentativi USA di procedere con la geoingegneria

Esperimenti a cielo aperto, sfidando la moratoria globale,
potrebbero promuovere la ‘grande cattiva soluzione’ per il clima

Mentre tre grandi esperimenti di geoingegneria si avviano alla realizzazione di test nel mondo reale, il Gruppo ETC e GeoengineeringMonitor.org hanno pubblicato nuovi dati e un sito Web riprogettato.

Sebbene 196 paesi abbiano concordato una moratoria sulle attività di geoingegneria nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica (CDB), gli Stati Uniti stanno provocatoriamente ospitando tre tentativi di hackerare i cieli e manipolare gli oceani per raffreddare il pianeta. Il Gruppo ETC e GeoengineeringMonitor.org (un sito che è frutto della collaborazione tra il Gruppo ETC, la Fondazione Heinrich Boell e Biofuelwatch) hanno pubblicato documenti informativi su ciascun progetto:

ARIA: Iniezioni nella stratosfera in Arizona
Il progetto SCoPEx di David Keith è progettato per effettuare, vicino a Tucson, a partire dal 2018, l’immissione di varie sostanze chimiche nella stratosfera per sviluppare tecniche per riflettere la luce del sole lontano dalla Terra – Si veda il documento informativo sul progetto.

MARE: Nuvole di acqua salata in California
Il Marine Cloud Brightening Project (MCBP) sta pianificando di iniziare test nel mondo reale, a Moss Landing in California, anche a partire dal 2018, per sviluppare una tecnica per sbiancare le nuvole spruzzando acqua salata – Si veda il documento informativo sul progetto.

GHIACCIO: sfere di vetro in Alaska
Ice911 è un piano per coprire il ghiaccio artico con micro-sfere di vetro, anche in questo caso con l’obiettivo di riflettere la luce solare. Gli organizzatori hanno già condotto test nei pressi di Utqiaġvik, in Alaska, e stanno pianificando esperimenti più ampi – Si veda il documento informativo su Ice 911.

Con l’aggravarsi del caos climatico – e nel contesto della moratoria esistente – il Gruppo ETC considera queste attività una minaccia per gli sforzi autentici per salvaguardare il clima, sostenendo che la geoingegneria pregiudica le ambiziose strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici di cui abbiamo bisogno e mette il mondo sulla strada di una rapida adozione di tecniche pericolose, di cui si hanno scarse conoscenze.

“Questi esperimenti equivalgono a messe in scena in un teatro politico ad alto livello”, ha affermato Jim Thomas, co-direttore esecutivo del Gruppo ETC. “Sono altrettanti esperimenti di creazione del consenso, volti a normalizzare la geoingegneria e a spianare la strada a un grande flusso di investimenti e di realizzazioni”.

In pratica, tutti e tre gli esperimenti mirano a sviluppare gli strumenti della geoingegneria piuttosto che a comprenderne gli effetti avversi. Quasi per definizione, la geoingegneria non può essere sperimentata: piccoli esperimenti non rivelano cosa succede quando le tecniche vengono applicate su più ampia scala. Per comprendere pienamente gli impatti, è necessario attivare la geoingegneria a una scala tale che non è più quella di un esperimento. Piccoli esperimenti riveleranno poco sui potenziali effetti della geoingegneria, ma svolgono un ruolo politico importante.

Comunque l’attuale serie di esperimenti è rivolta a stabilire una verifica teorica per la geoingegneria, creando percorsi per costruire il potere tecnologico, politico e finanziario di quello che il rapporto del Gruppo ETC intitolato The Big Bad Fix definisce “la geo-cricca” (geoclique): un piccolo numero di imprenditori e tecnologi che stanno promovendo l’agenda della geoingegneria.

“La spinta a porre il mondo di fronte al fatto compiuto e a far entrare nella normalità gli esperimenti di geoingegneria proviene da una piccola cricca sostenuta da un numero ancora più piccolo di miliardari”, ha affermato Silvia Ribeiro, direttrice per l’America Latina del Gruppo ETC. “È difficile trovare un altro caso in cui un numero tanto ridotto di persone si metta nella condizione di avere un impatto geofisico così potenzialmente massiccio sull’umanità e sul pianeta”.

Mentre le compagnie petrolifere sono da tempo entusiaste della geoingegneria perché rappresenta una ‘correzione’ del cambiamento climatico che consente loro di continuare ad inquinare il pianeta, la maggior parte dei soggetti impegnati in questo ambito ha evitato l’associazione diretta con l’industria dei combustibili fossili, accettando invece finanziamenti da Bill Gates e altri miliardari.

“Trump si è ritirato dall’accordo di Parigi, e ora alcuni miliardari stanno cercando di fare in modo che le compagnie petrolifere continuino ad estrarre”, ha detto Neth Daño, co-direttore esecutivo del Gruppo ETC. “La geoingegneria deve essere fermata affinché le risorse possano confluire su ciò che tutti sanno essere necessario e urgente: cambiare i nostri modelli di produzione e consumo e attuare la transizione dai combustibili fossili”.

Il sito web GeoengineeringMonitor.org è stato creato nel 2014 per offrire una raccolta di opinioni e di analisi critiche sulla manipolazione del clima, cioè sulla varietà di tecniche volte a raffreddare il pianeta attraverso interventi tecnologici su larga scala che non mirano a ridurre le emissioni di gas serra.

Per ulteriori informazioni, si veda http://www.geoengineeringmonitor.org/.

Fonte: US Attempting to Move Forward with Geoengineering

traduzione a cura di Camminar domandando, consentita ma non revisionata da ETC