Si è conclusa oggi, 29 novembre 2018, la Conferenza delle Parti (Cop14) della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica (CDB). Una Newsletter del Gruppo ETC ci informa sulle decisioni che sono state prese in merito alla questione dei gene drive.

Gruppo ETC – 29 novembre 2018

Oggi a Sharm El Sheikh (Egitto) 196 governi hanno preso una decisione che mette un freno ai gene drive.

Prima di prendere in considerazione qualsiasi rilascio di gene drive in natura, la decisione prevede che i governi devono:

  • sviluppare nuove linee guida sulla sicurezza;
  • valutare i rischi ambientali;
  • cercare un consenso libero, previo e informato (delle comunità coinvolte).

Il testo specifica che il rilascio in natura di gene drive può avere un impatto sulle popolazioni indigene e sulle comunità locali in termini di “conoscenza tradizionale, innovazione, pratiche, mezzi di sussistenza e uso della terra e dell’acqua”. Ciò richiede che gli ipotetici rilasci di gene drive ottengano il consenso di coloro che sarebbero “potenzialmente interessati”. Dal momento che i gene drive sono progettati in modo da diffondersi ben oltre il sito di rilascio, l’espressione “potenzialmente interessati” dovrebbe essere riferita a un’area piuttosto ampia.

Sebbene non sia stata ottenuta la sperata moratoria formale a livello giuridico, questa decisione pone grandi ostacoli al rilascio di gene drive. E soprattutto imposta il percorso di una governance globale dei gene drive sulla base di un chiaro, semplice e importante principio di giustizia che persino un bambino potrebbe capire: il consenso. Ciò significa non mettere le mani sull’ambiente, la terra e i territori di altri senza il loro permesso (e anche senza dimostrare la sicurezza degli interventi proposti!).[1]

Noi del Gruppo ETC, unitamente ai nostri partner, abbiamo constatato il dispiegamento di una grandissima campagna di pubbliche relazioni sponsorizzata da Bill Gates, dall’esercito statunitense, dagli interessi dell’agroindustria e dall’Open Philantropy Project sostenuto da Facebook. Il nostro messaggio è riuscito ancora ad arrivare, grazie all’ampia protesta della società civile contro le tecnologie gene drive sterminatrici. Ci sentiamo onorati di aver lavorato con movimenti, organizzazioni e attivisti così straordinari fino ad ottenere questo importante risultato.

Nelle settimane, nei mesi e negli anni a venire, dovremo difendere questa decisione. Le persone e le organizzazioni dovranno esigere che i governi si assumano la responsabilità di proteggere dai gene drive i nostri ecosistemi, la biodiversità e le culture.

Condividi questo comunicato fra i tuoi contatti e nelle reti sociali. Alcuni esempi di tweet sono riportati qui di seguito:

I gene drive sono una tecnologia pericolosa, che potrebbe devastare gli ecosistemi e l’agricoltura. Io sostengo le decisioni della Cop14 delle Nazioni Unite per mettere un freno ai gene drive (leggi online).

La Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica afferma che non dovrebbe esserci rilascio di gene drive senza il consenso di ogni comunità potenzialmente interessata (leggi online).

La Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica riconoscono che i governi devono aggiornare le loro linee guida per le valutazioni di rischio e ottenere il consenso delle popolazioni interessate prima di prendere in considerazione il rilascio di gene drive (leggi online).

Leggi il testo completo del comunicato stampa rilasciato dal Gruppo ETC e da Friends of the Earth International (in lingua inglese)

Fonte: “United Nations Hits the Brakes on gene Drives

Traduzione a cura di Camminar domandando, consentita ma non revisionata da ETC

[1][1] Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica – Biologia sintetica (CBD/COP/14/L31) – Estratto dalla bozza di decisione:

La Conferenza delle Parti (…)

9. Chiede alle Parti e agli altri governi, tenuto conto delle incertezze attuali riguardanti i gene drive, di applicare un approccio di precauzione, in conformità con gli obiettivi della Convenzione, e chiede inoltre alle Parti e agli altri governi di non prendere in considerazione l’introduzione nell’ambiente di organismi che contengono gene drive, compresi i rilasci sperimentali e a scopo di ricerca e sviluppo, se non quando:

a) sono state condotte caso per caso valutazioni di rischio scientificamente approfondite;

b) sono state messe in atto misure per evitare o minimizzare potenziali effetti dannosi, se opportuno;

c) è stato chiesto o ottenuto, laddove opportuno, il “consenso previo e informato”, il “consenso libero, previo e informato” o “l’approvazione e la partecipazione” dei popoli indigeni e delle comunità locali potenzialmente interessate, ove opportuno in conformità con le circostanze e le leggi nazionali;

10. Riconosce che, potendoci essere potenziali effetti negativi dovuti agli organismi che contengono gene drive, prima di prendere in considerazione il rilascio nell’ambiente di tali organismi si devono condurre ricerche ed analisi, e possono essere utili specifiche linee guida a supporto della valutazione di rischio caso per caso.