Gabino Cue, Governatore dello Stato di Oaxaca
Gabino Cue, Governatore dello Stato di Oaxaca

Il caso di Gabino Cué illustra bene la degradazione morale, politica e intellettuale delle classi politiche e le reazioni lucide e coraggiose della gente di fronte alle loro atrocità.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso della già esaurita pazienza cittadina a Oaxaca è stata la decisione del governatore di costruire un costoso centro congressi nel significativo Cerro del Fortin, spazio sacro per gli abitanti di Oaxaca. L’unico motivo per realizzare quest’opera in questo luogo, con un alto costo ambientale, sociale e politico, è il vantaggio del suo promotore, il segretario al Turismo del governo locale e comproprietario dell’hotel che si trova a fianco del progettato centro.

Il centro ha risvegliato un’opposizione immediata. Si è costituito un fronte cittadino contrario ad esso con a capo Francisco Toledo, migliaia di persone hanno manifestato il loro rifiuto, coscienti dei danni che avrebbe cusato e decise a resistere allo scempio della città e all’offesa della volontà popolare. Funzionari nazionali e internazionali, come pure esperti di diverse discipline, si pronunciarono contro quest’opera.

Quando l’uragano oppositore crebbe, il governatore annunciò una  scappatoia: organizzare un referendum. Malgrado fosse stato denunciato il suo carattere illegale e antidemocratico, questo ha avuo luogo il 4 di ottobre.

Vi sono state giravolte, incetta di credenziali in uffici pubblici, propaganda intensa, pressioni su dipendenti e parenti… Malgrado tutto ciò, solo il 6% degli elettori ha votato a favore. Ogni voto è venuto a costare più di uno per le elezioni, anche senza contare i milioni spesi nella pubblicità del governo a favore del centro. Tuttavia non era ancora finito l’annuncio del risultato che il suo beneficiario, il comproprietario dell’hotel, annunciò la licitazione dei lavori.

Il peggio in tutto questo episodio è arrivato successivamente. Gabino Cué ha dichiarato: “Il referendum costituisce il primo esempio di democrazia diretta che è stato realizzato in tutta la storia locale”. Sic. Tal quale. Così ha detto. La frase rivela non solo un cinismo inusuale e una ignoranza intollerabile di quanto accade quotidianamente nelle comunità indigene di Oaxaca da tempo immemorabile. Mostra anche la materia infame di cui sono formati il cuore e la testa di coloro che governano.

È una carnevalata, una farsa, ha detto Francisco Toledo del referendum. È una immagine precisa. Ma non vale solo per il referendum. Tempo addietro la voce popolare riferendosi al governatore lo chiamava “Gabino fué” (Gavino Fu), ridicolizzando la sua incapacità di governare. La sua gestione è una farsa. Assai presto riceverà certamente il premio ideato da Toledo per il funzionario più incapace di ascoltare la gente.

Molte persone avevano creduto in Gabino Cué eleggendolo. Ma lui cominciò subito ad abusare della loro fiducia, concentrandosi sui progetti più criticati di Ulises Ruiz e mostrandosi sordo alle necessità dei cittadini, ci ha messo del tempo a mostrare la stoffa di cui era fatto. Si continuò a vedere in lui una buona persona. Si trovavano scuse per giustificare la sua incapacità. Il suo degrado morale non appariva evidente.

La sua gestione, dedicata a facilitare la spoliazione e ad usare risorse pubbliche e opportunità amministrative per favorire il capitale in genere e quello dei suoi amici in particolare, ha comportato per Oaxaca innumerevoli danni, sia nell’ambiente che nel tessuto sociale e nella vita politica. Credevamo di aver toccato il fondo con Murat e Ulises Ruiz. Era difficile immaginare qualcosa di peggio.

Non c’era ragione di farsi ingannare. Da anni circola su Vimeo El sueño de un corazón palpitante. Per due minuti scorrono le immagini classiche. La Guelaguetza1 , Monte Albán2 , artigiani al lavoro, donne che fanno tortillas, la milpa, gente per le strade e le piazze. Poi di seguito si ode la voce: “oggi non siamo all’ieri” e l’annuncio “Oaxaca è cambiata”. Nei successivi quattro minuti la gente scompare –non si vede una sola persona- e si susseguono le immagini di ogni genere di opere, molte delle quali contestate e insensate, come le dighe Paso Ancho e Paso de la Reina. Per evocare la sicurezza, si mostrano le inferriate di un carcere. La grandezza della nostra biodiversità è rappresentata da ruote eoliche industriali.

Questo si era proposto di fare Gabino Cué. Non era possibile prevedere che lo avrebbe fatto con tanta corruzione e autoritarismo, che avrebbe costruito la sua Casa Blanca, che avrebbe fatto venire la polizia militarizzata… Ma il deterioramento non è avvenuto in un giorno. Nell’ultimo anno sono raddoppiati i delitti contro gli emigranti nel loro passaggio attraversao lo Stato di Oaxaca, sono stati assassinati quattro giornalisti e numerosi dirigenti sindacali, e sono aumentati in modo sensibile i femminicidi e le violazioni dei diritti umani. La polizia militarizzata, che è stata fatta venire col pretesto dei maestri, già si prepara a piegare la crescente resistenza alla spoliazione aggressiva in aumento e può arrivare a estremi senza precedenti nella zona economica speciale dell’Istmo.

Continueranno gli scandali, il cinismo, l’impunità, la corruzione, l’incompetenza e l’autoritarismo. Si farà più evidente la guerra che quelli in alto conducono contro la gente. Ma non ci sarà più rassegnazione. Con grande valore e immaginazione, di fronte alle minacce di morte e alle campagne di diffamazione come quelle che subiscono i pittori Toledo e Hernández,quelli che stanno in basso preparano già le loro armi… che cercano innanzi tutto di sconfiggere la violenza che si è abbattuta su di loro.

1 Festa tradizionale molto partecipata (ndt)

2 Luogo archeologico che sovrasta la città (ndt)