SOLDADOS-MARCHANDO1

A chi ¿ E per cosa? Cos’è questo fatto di obbedire? Di quale ordine si tratta?

Non è frequente che il capitale riconosca la propria natura autoritaria. I capitalisti, piuttosto, parlano continuamente di democrazia. Vogliono conservare l’illusione che i cittadini comandano, che viviamo in una vera democrazia.

Pertanto è una novità quanto è accaduto il 13 febbraio scorso. Celebrando un accordo con le segreterie della Marina e della Difesa i rappresentanti del capitale non si sono morsi la lingua. Le caserme dell’Esercito sono, per loro, le viscere della società messicana, la parte più intima del nostro essere. Questo è ciò che ha dichiarato il Consiglio del Coordinamento Imprenditoriale.

È certo. La violenza è il principio regolatore dello Stato-nazione. Si dà al governo il monopolio della violenza legittima perché svolga la sua funzione di controllo, in nome della sicurezza e della protezione dei cittadini. È il principio che ha consentito l’espansione del capitale fin dalla sua nascita. L’accumulazione capitalista non è un percorso idillico, forgiato con duro lavoro, risparmio e austerità: si basa sul saccheggio, la rapina e il controllo, e pertanto necessita la violenza, la coercizione. Queste sono le vere viscere di un regime che pretende di essere democratico.

È nuovo e preoccupante che i capitalisti lo dichiarino apertamente e riconoscano che la parte più intima del loro essere consista nell’uso della forza. E ugualmente è nuovo che proclamino la propria autorità. Per nessun motivo permetteremo che si entri nelle caserme, hanno detto.  [nota?] Di fronte ai responsabili delle forze armate, i dirigenti degli imprenditori hanno sottolineato chi comanda nel paese, a chi devono obbedire queste forze, a quale fazione appartiene l’Esercito.


 Ma c’è di più. Poiché nella guerra attuale i militari non possono comportarsi come delle dame, si deve dare loro copertura giuridica affinché possano muoversi e difendere. Non dobbiamo lasciarli indifesi. Si deve garantir loro l’impunità.

Con ragione il dirigente dei piccoli commercianti ha immediatamente denunciato l’insolenza: ”Chi è costui (il rappresentante del Consiglio di Coordinamento Imprenditoriale) per impedire o consentire l’accesso alle caserme? … Sembra minacciare che i dirigenti imprenditoriali staranno sulle porte delle caserme per impedire il passaggio ai padri di famiglia … quasi che egli stesso si trovasse sulla porta con una mitraglietta”.

É importante ricordare questa evidenza. I capitalisti messicani che hanno negli Stati Uniti capitali equivalenti al valore del debito estero del Messico, oggi osano affermare , di fronte alle forze armate e al proprio governo, che sono loro quelli che comandano.

Ammettono qui, ora, ciò che apparve evidente in coloro che servono loro di modello, allorché le corporations private presero il controllo del processo elettorale negli Stati Uniti e quelli di Occupy Wall Street proclamarono ad alta voce quello che tutti già sapevano: i rappresentanti eletti democraticamente sono al servizio dell’1% e non del 99%.

Coloro che vedono l’evento elettorale come un’opportunità per una affermazione di cittadinanza reagiscono a questo stato di cose. Cercano, con procedimenti diversi, di annullare formalmente o simbolicamente le elezioni. Cittadini e cittadine starebbero dicendo alle classi politiche che ormai non credono più in loro né nel loro meccanismo per perpetuarsi, che vogliono disfarsi della banda inetta e criminale che si è abbarbicata nel governo e nei partiti; che si stanno organizzando dal basso per assumere il compito di governarsi e di imparare a comandare obbedendo (la nota formula del mondo indigeno. ripresa dagli zapatisti, ndt) in un contesto di autentica democrazia.

Le classi politiche definiscono ingenui, o ancor peggio venduti, coloro che promuovono queste scelte. Così li definì AMLO (Andrés Manuel López Obrador, il capo del partito di opposizione Morena ndt) il 18 febbraio, chiedendo con forza una massiccia partecipazione cittadina alla giornata elettorale. Solo così, disse, si potrà levare la mafia dal potere. Ma è questa ingenuità, appunto, che i cittadini e le cittadine non accettano. Considerano illusorio pensare che basti cambiare la composizione di forze al Congresso, votando per Morena, per disfarsi di questa banda di criminali e iniziare la ricostruzione del paese.

Non esiste un accordo chiaro su cosa fare di fronte alle elezioni stesse e soprattutto dopo, una volta che queste abbiano avuto luogo. Quello che risulta sempre più chiaro ai cittadini e alle cittadine, è che l’aggressivo circo elettorale sarà un esercizio del tutto autoritario e repressivo, con diversi tipi di armi: pallottole, carceri, mezzi di informazione, programmi sociali … hanno necessità di prepararsi a questa minaccia e a quelle che seguono, nella misura in cui si accentua la cinica obbedienza del governo e delle classi politiche ai padroni del capitale e si ricorre sempre più alla forza per controllare la popolazione. L’unico modo per affrontare questo pericolo è quello di organizzarsi dal basso ed esercitare in modo corretto la libertà in contesti di ‘comandare obbedendo’, nei quali obbedire esprime una vocazione al servizio e non di abbietta subordinazione e nei quali comandare è solo un altro modo di servire.


[1] Chiaro riferimento alle dichiarazioni dei genitori del 43 studenti scomparsi a Ayotzinapa di voler entrare nelle caserme per trovarne le tracce.

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