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CAMMINAR DOMANDANDO

pagine di autonomia

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voci da abya yala

R. Zibechi: La nuova corsa all’oro.

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L’estrattivismo, che ha avuto in America Latina le sue espressioni più esasperate, è stato messo sotto accusa dapprima come fattore di distruzione della natura e poi come modello economico di rapina e di esclusione sociale. Dopo aver sviluppato queste due tesi, che indubbiamente evidenziano aspetti reali, Zibechi ha spinto la sua analisi ancora più in profondità, individuando nell’estrattivismo una cultura che ha messo al centro la rapina da un lato, il consumismo e l’ostentazione dall’altro, disgregando in tal modo il tessuto della società. Questo nuovo modello di ‘società estrattivista’ è ciò che egli illustra nel presente lavoro.

Continua a leggere su camminardomandando oppure, per la copia cartacea, scrivere a Aldo Zanchetta aldozanchettachiocciolagmail.com

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Sup Marcos: Le 7 tessere ‘ribelli’ del rompicapo globale – La IV guerra mondiale è cominciata

Si conclude, con questo quarto titolo la pubblicazione della prima serie di Voci da Abya Yala, disponibile in questo sito in digitale, ma pubblicata grazie ai nostri sostenitori e alle nostre sostenitrici, anche in cartaceo (chiunque fosse ancora interessato può sempre contattarci all’indirizzo camminardomandando@gmail.com).

copertina sette tessere

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Jean Robert – Sussistenza, autonomia, libertà – Che cos’è la libertà?

jeanrobertesce il terzo munero della collana “Voci da Abya Yala”:

Jean Robert – Sussistenza, autonomia, libertà – Che cos’è la libertà?

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Jean Robert ha partecipato nell’estate del 2013 alla sessione delle escuelitas zapatiste in Chiapas. La domanda più contundente che venne rivolta ai partecipanti fu: “Ma voi siete liberi?”. Jean Robert risponde “Beh, no”, dopo aver compiuto una approfondita riflessione condensata in questo testo che è la relazione da lui presentata al seminario “Dopo la Crisi: il pensiero di Ivan Illich oggi” tenutosi alla Oakland School for the Arts nell’agosto del 2013. La risposta di Robert giunge alla fine di una riflessione sulla “condizione urbana nella tarda modernità ” condotta attraverso testi di Ivan Illich. La riflessione si articola secondo 4 assi:

La guerra dello Stato e del Mercato contro la sussistenza

L’alienazione e la scomparsa dell’autonomia

L’identificazione del significato delle parole: modernità, modernizzazione, occidentalizzazione

La genealogia della coercizione industriale.

E’ questa coercizione che coinvolge ormai la quasi totalità della popolazione urbana, ormai largamente maggioritaria nel nostro mondo occidentale, che alla domanda “Ma voi siete liberi?” fa rispondere a Robert: “Beh, no.”

Gustavo Esteva – Nuovi ambiti di comunità. Per una riflessione sui ‘beni comuni’

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esce il secondo numero della collana “Voci da Abya Yala”:

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esteva_nuovi_ambiti_di_comunita scarica in formato *.pdf

Da cosa ripartire per costruire un mondo aldilà del neoliberismo, che sembra aver assorbito nella sua logica ogni spazio disponibile? La risposta che suggerisce Gustavo Esteva sono i commons: non ‘luoghi’ ma condizioni, relazioni, ambiti di comunità e di un fare comune che sono sopravvissuti e sopravvivono all’enclosure, alla recinzione con cui il meccanismo capitalista si appropria di tutto ciò che può avere un valore (di mercato), trasformandolo in ‘bene’.

Esteva traccia una breve storia dei commons e dei tentativi continui di liquidarli,  e li riconosce come gli spazi in cui oggi si gioca la lotta per l’autonomia e per una libertà collettiva. Spazi minacciati e resistenti, eterogenei e inestinguibili, frontiera della lotta tra il capitale e l’essere umano che riguarda tutti, comunque si traduca la parola commons nei diversi calendari e nelle diverse geografie.

Pablo Dàvalos – Le nuove vie del potere. Verso il controllo totale della mente?

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E’ uscito un nuovo numero della collana “Voci da Abya Yala”:

Pablo Dávalos – Le nuove vie del potere. Verso il controllo totale della mente?

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scarica in pdf : Pablo_Davalos_Le_nuove_vie_del_potere

Il testo ripercorre la storia della Società del Mont  Pèlerin, poco nota al grande pubblico, i cui nomi più noti fra i fondatori  sono quelli degli economisti liberisti Von Hayek e Von Mises ai quali, cammin facendo, si sono uniti molti, anzi troppi premi Nobel dell’economia. Questa società, che si riunisce annualmente, ebbe come obiettivo fondante  il rilancio del pensiero liberista nella forma oggi nota del neoliberismo e la distruzione delle teorie economiche keynesiane e marxiste. Essa, a quasi 70 anni dalla nascita, gode di ottima salute, infatti è cresciuta dai 38 membri iniziali (1947), tutti economisti, agli oltre 1000 attuali (2013) con ampia presenza di antropologi, sociologi, neuro-scienziati. Vinta la battaglia del pensiero neoliberista, il nuovo obbiettivo è lo svuotamento della politica tramite il controllo generalizzato della mente umana con l’aiuto delle neuro-scienze, un pericolo che ci sovrasta e del quale è necessario prendere coscienza.

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