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Quaderno n.5 – R. Zibechi: La nuova corsa all’oro.

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L’estrattivismo, che ha avuto in America Latina le sue espressioni più esasperate, è stato messo sotto accusa dapprima come fattore di distruzione della natura e poi come modello economico di rapina e di esclusione sociale. Dopo aver sviluppato queste due tesi, che indubbiamente evidenziano aspetti reali, Zibechi ha spinto la sua analisi ancora più in profondità, individuando nell’estrattivismo una cultura che ha messo al centro la rapina da un lato, il consumismo e l’ostentazione dall’altro, disgregando in tal modo il tessuto della società. Questo nuovo modello di ‘società estrattivista’ è ciò che egli illustra nel presente lavoro.

Continua a leggere su camminardomandando oppure, per la copia cartacea del quaderno n.5, scrivere a Aldo Zanchetta aldozanchettachiocciolagmail.com

POST-PROGRESSISMO E ORIZZONTI EMANCIPATORI IN AMERICA LATINA di M.Modonesi e M.Svampa

progressisti

Nel mondo politico e intellettuale latinoamericano prosegue il dibattito concernente il rapido passaggio di governi da coalizioni di centro sinistra o da alcuni governi detti progressisti a governi di destra. Non è un dibattito accademico, come qualcuno potrebbe pensare, bensì un dibattito politico essenziale per il future della sinistra latinoamericana. Come evidenziano molti articoli apparsi anche in Italia, l’unica soluzione parrebbe essere un “artificioso serrare le fila dietro i leader e le file del progressismo attuale”, soluzione che non trova d’accordo due prestigiosi intellettuali di sinistra latinoamericani, Massimo Modonesi e Maristella Svampa. Il loro articolo ci sembra esemplare per rigore analitico e chiarezza espositiva.

Leggilo qui o scarica Modonesi Svampa Postprogressismo in pdf

Gustavo Esteva su La Jornada: E’ stato un anno atroce

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I funerali della Sindaco Gisela Mota Ocampo, uccisa al suo secondo giorno di mandato

In Messico, il degrado morale, il cinismo e la corruzione delle classi politiche si sono fatte sempre più evidenti, mentre la violenza congiunta delle forze legali e illegali è cresciuta senza posa. Così si è venuta consolidando una struttura che dentro e fuori le istituzioni cerca di controllare la popolazione e soffocare le resistenze e le ribellioni sotto uno stato di eccezione non  dichiarato.

 Qualcosa di analogo, con gradi e modalità molto diverse, avviene nel mondo.

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Pablo Dávalos: SU SILENZI E COMPLICITÀ : LA SINISTRA LATINOAMERICANA IN EPOCA POSNEOLIBERISTA

Pablo Davalos

In America Latina si dibatte animatamente se siamo alla fine del “ciclo progressista” (Zibechi, Gudynas. Almeyra, frei Betto…), o se si tratti solo di una pausa o addirittura se il ciclo non sia affatto concluso e si tratti solo di analisi malevole (Sader, Cabrera…). Gli argomenti degli uni e degli altri sono interessanti da esaminare e lo faremo a breve, Ci preme però sottolineare che esistono molti elementi “interni” che facevano presagire da tempo ciò che oggi sta accadendo. Così già nel 2009 Pablo Dávalos, un intellettuale scomodo e in questo caso preveggente, aveva indicato chiaramente le contraddizioni  che si andavano configurando nella sinistra latinoamericana e nei governi detti “progressisti”. Perché riesumare ora un articolo di 6 anni or sono? Perché allora il coro di lodi a questi governi era quasi unanime, sia nella sinistra latinoamericana che in quella nostrana, e la crisi odierna di questo ciclo viene da molti addebitata a ragioni “esterne” alla regione (la solito perfidia yankee, coi suoi “golpes suaves”, pur se è fuor di dubbio che la favorisca e ne approfitti) evitando così quella necessaria e salutare autocritica, i cui elementi erano, volendo, già chiari. Ma c’è un secondo motivo: Dávalos indica con chiarezza i nuovi meccanismi del potere capitalista, apparsi chiari nel “lulismo”. Si tratta di quella “egemonia ás avessas” (egemonia a rovescio) analizzata così bene dal sociologo brasiliano Chico de Olivera (https://blognooficial.wordpress.com/?s=hegemonia ) e qui evocata anche da Dávalos. Il capitale è disposto anche a rinunciare a parte dei suoi simboli pur di garantire il meccanismo di accumulazione. Se oggi per continuare l’accumulazione è necessario cedere simbolicamente il potere alla sinistra, che lo si faccia. Ricorda in niente casa nostra? (A.Z)

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Jean Robert – Sussistenza, autonomia, libertà – Ricostruire saperi e pratiche

jeanrobertesce il terzo munero della collana “Voci da Abya Yala”:

Jean Robert – Sussistenza, autonomia, libertà – Ricostruire saperi e pratiche

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Jean Robert ha partecipato nell’estate del 2013 alla sessione delle escuelitas zapatiste in Chiapas. La domanda più contundente che venne rivolta ai partecipanti fu: “Ma voi siete liberi?”. Jean Robert risponde “Beh, no”, dopo aver compiuto una approfondita riflessione condensata in questo testo che è la relazione da lui presentata al seminario “Dopo la Crisi: il pensiero di Ivan Illich oggi” tenutosi alla Oakland School for the Arts nell’agosto del 2013. La risposta di Robert giunge alla fine di una riflessione sulla “condizione urbana nella tarda modernità ” condotta attraverso testi di Ivan Illich. La riflessione si articola secondo 4 assi:

La guerra dello Stato e del Mercato contro la sussistenza

L’alienazione e la scomparsa dell’autonomia

L’identificazione del significato delle parole: modernità, modernizzazione, occidentalizzazione

La genealogia della coercizione industriale.

E’ questa coercizione che coinvolge ormai la quasi totalità della popolazione urbana, ormai largamente maggioritaria nel nostro mondo occidentale, che alla domanda “Ma voi siete liberi?” fa rispondere a Robert: “Beh, no.”

Pablo Dàvalos – Biopolitica, le nuove strade del neoliberismo

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esce il primo numero della collana “Voci da Abya Yala”:

Pablo Dàvalos – Biopolitica, le nuove strade del neoliberismo

Il testo ripercorre la storia della Società del Mont  Pèlerin, poco nota al grande pubblico, i cui nomi più noti fra i fondatori  sono quelli degli economisti liberisti Von Hayek e Von Mises ai quali, cammin facendo, si sono uniti molti, anzi troppi premi Nobel dell’economia. Questa società, che si riunisce annualmente, ebbe come obiettivo fondante  il rilancio del pensiero liberista nella forma oggi nota del neoliberismo e la distruzione delle teorie economiche keynesiane e marxiste. Essa, a quasi 70 anni dalla nascita, gode di ottima salute, infatti è cresciuta dai 38 membri iniziali (1947), tutti economisti, agli oltre 1000 attuali (2013) con ampia presenza di antropologi, sociologi, neuro-scienziati. Vinta la battaglia del pensiero neoliberista, il nuovo obbiettivo è lo svuotamento della politica tramite il controllo generalizzato della mente umana con l’aiuto delle neuro-scienze, un pericolo che ci sovrasta e del quale è necessario prendere coscienza.
 

la collana “”Voci da Abya Yala” è una raccolta di pensieri e pratiche di autonomia provenienti dall’America Latina.

Gustavo Esteva – Crisi sociale e alternative dal basso

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Esce il  numero zero della collana “Voci da Abya Yala”:

Gustavo Esteva – crisi sociale e alternative dal basso

la collana “”Voci da Abya Yala” è una raccolta di pensieri e pratiche di autonomia provenienti dall’America Latina.

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