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MESSICO: CAMMINI DI LOTTA E DI SPERANZA

camminodi Gustavo Esteva

L’anno inizia con una luce di speranza. E’ venuta da San Cristóbal de Las Casas in uno dei momenti più oscuri e strazianti della storia del paese, sotto una tormenta di violenza, spoliazione, impunità e morte. Avremo presto un Consiglio indigeno di Governo, che si esprimerà con la voce di una donna indigena che sarà candidata alle elezioni del 2018.

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traduzione a cura di camminar domandando”

E’ consentita la riproduzione e la diffusione dell’opera integralmente o in parte, purchè non a scopi commerciali, citando l’autore e la traduzione a condizione che venga mantenuta la stessa licenza creative commons

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Gustavo Esteva: La battaglia di Oaxaca

oaxaca

Oaxaca brucia, scrive Gustavo Esteva, la battaglia è appena cominciata. E ha un significato speciale nella grande guerra contro la vita in tutte le sue forme che il dominio del capitale impone, in forme diverse, in ogni angolo del pianeta.  Due volte al mese, da diversi anni, è da laggiù che lui ci manda gli articoli che scrive per la Jornada. Nella capitale dello Stato omonimo, il più meridionale del Messico, esattamente dieci anni fa una delle più importanti esperienze collettive di autogoverno di questo secolo, la Comuna di Oaxaca, fu stroncata da una repressione sanguinosa. Era durata molto più a lungo della Comune di Parigi ed era stata preceduta da una strenua lotta dei maestr@s. Strenua quanto quella contro una riforma del lavoro travestita da riforma educativa, che gli insegnanti messicani combattono anche oggi. Ha già fatto 8 morti e decine di feriti, molti dei suoi volti più noti sono stati incarcerati per essere tenuti in ostaggio, ma la rivolta dilaga in tutto il Messico e sarà molto, molto difficile fermarla con il sangue ed il dolore.

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Gustavo Esteva: Diritto e rovescio

diritto o rovescio

Pare chiaramente impossibile salvare dalla rovina questo mondo che cade violentemente a pezzi intorno a noi, distruggendo sia la natura che la cultura. In questa situazione, in momenti così chiaramente apocalittici come quelli attuali, non ci resta che ricorrere alla ricostruzione.

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L’ora dell’azione

bimba pensosa

“Non possiamo attendere oltre. Perché tutti e tutte siamo terra, viviamo su di essa, la amiamo e ne dipendiamo, perché i danni che vengono fatti ad essa sono fatti a tutti e a tutte, la lotta è di tutti e di tutte. Già da tempo i danni alla Madre Terra hanno iniziato ad essere irreversibili. Non sappiamo cosa accadrà. Però sappiamo che dobbiamo prepararci ad affrontare catastrofi sempre più gravi. E soprattutto sappiamo che non possiamo continuare a provocare danni e che dobbiamo realizzare quante più azioni di riparazione e rigenerazione possiamo”.

Alla vigilia del voto di referendum sulle trivelle siamo daccordo con Gustavo Esteva: non è più il tempo di lasciar correre….

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Il disastro morale

denari

“Non c’è funzionario di alto livello che concluda il suo mandato in povertà. Alle retribuzioni e alle prebende sfacciatamente oscene … si aggiungono le innumerevoli tangenti che fanno parte della prassi abituale nell’esercizio delle funzioni pubbliche. Il principio di Hank (un politico povero è un povero politico)… è diventato universale”.

Universale è la parola giusta, più che mai in questi giorni, ma universale è anche l’antidoto che si va preparando. Gustavo Esteva su La Jornada di lunedì.

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Non succede niente? Gustavo Esteva su La Jornada

berta

La strategia mortale e distruttiva “di quelli che stanno in alto” sta incontrando i suoi limiti naturali, umani e politici. Le mobilitazioni nazionali e internazionali che continua a suscitare Ayotzinapa e che ora si propagano per Berta e per proteggere Gustavo Castro hanno mostrato vigore insolito, capacità di concertazione, velocità di risposta.

Gustavo Esteva su La Jornada

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SU UNA VISIONE METABOLICA DELLA POLITICA

I risultati elettorali negativi di fine 2015 in Argentina e Venezuela inaspriscono la discussione, già in atto da tempo nella sinistra latinoamericana, sul tipo di politiche economiche e sociali praticate dai governi a qualche titolo definiti di ‘sinistra’. Chi parla di ‘esaurimento’ di queste politiche, come fa Eduardo Gudynas in questo articolo, chi di ‘chiusura di un ciclo’ (Gaudichaud1, Zibechi2 e altri, chi li nega addirittura (Cabrera3, Sader4, Harnecker5 e altri). In questa diversità di posizioni è sottesa ovviamente una profonda diversità di analisi della situazione che merita approfondimenti che faremo via via, limitandoci qui a citare alcuni interventi sul tema.
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Puntualità

orologio

“La puntualità non è una virtù che sembri molto rivoluzionaria. Al contrario: si associa alla legge e all’ordine, a quelli di sopra. Ma viene anche dal basso.

Nella società moderna impariamo la schiavitù dell’orologio molto presto. La scuola ci prepara per il controllo della nostra vita nel lavoro, per poter mettere ogni nostro minuto al servizio del capitale. E si estende giorno dopo giorno la dominazione sugli orari, che un alito rivoluzionario dovrebbe distruggere”.

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E’ il nuovo pezzo di Esteva per La Jornada (9/11/2015)

Esteva su La Jornada

L’ultimo articolo di Gustavo Esteva su la Jornada parla dell’enciclica del Papa. Leggi qui in italiano

 

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