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Scienza e biotecnologie

L’industria del petrolio e la geoingegneria, un pericolo globale

Solar radiation management

E’ almeno dal 1940 che le maggiori imprese petrolifere sono al corrente del pericolo del riscaldamento climatico e investono in ricerca per trovare una soluzione che consenta loro di continuare a estrarre e bruciare combustibili fossili. Per anni hanno negato l’evidenza e ora conducono esperimenti con il clima che mettono l’intero pianeta in pericolo.  E’ quanto sostiene Benzina sul fuoco (Fuel to the fire), una ricerca pubblicata questa settimana dal Centro Internazionale di Diritto Ambientale (CIEL la sua sigla inglese) raccontata da Silvia Ribeiro, ricercatrice del Gruppo Etc. La stessa autrice firma un articolo sullo stesso argomento in cui chiarisce come “tra i governi delle regioni che provocano la maggior quantità di emissioni vige l’accordo di non interferire nei guadagni del settore più ricco, che include le compagnie petrolifere transnazionali e altre, che traggono profitto da attività che generano il caos climatico.

Geoingegneria e cambiamenti climatici

Si è chiusa a Katowice in Polonia domenica 16 dicembre la COP24, la conferenza internazionale sul clima, con una dichiarazione che ha scontentato molte associazioni della società civile che vorrebbero impegni più decisi, consistenti e di sistema, per riuscite a fermare il cambiamento climatico e l’incremento dell’anidride carbonica in atmosfera, con il suo effetto d’innalzamento delle temperature.

Dalla Conferenza emerge che il sistema esistente, per la propria perpetuazione, vorrebbe imporre come “fatto compiuto” l’applicazione di nuove tecnologie di mitigazione che consentirebbero di continuare ad abusare del pianeta come oggi. Queste tecnologie di geoingegneria sono pericolose perché non possono essere testate se non su vasta scala, con impatti ambientali, economici e sociali estremamente rilevanti.

Pubblichiamo sul nostro blog i seguenti contributi:

Un introduzione al tema da parte di Silvia Ribeiro, ricercatrice e responsabile del Gruppo ETC per l’America Latina:

Come uscire dal caos climatico?

E ulteriori approfondimenti dal Gruppo ETC:

Tecnologie di geoingegneria

Geoingegneria: la grande cattiva soluzione

Geoingegneria: tentativi USA

Inoltre, 110 organizzazioni internazionali e nazionali e 6 assegnatari del “premio Nobel alternativo” hanno reso pubblico un Manifesto contro la geoingegneria, anch’esso reperibile sul blog in italiano e scaricabile in pdf.

Buona lettura e buone Feste!

Nuove biotecnologie, nuovi virus patogeni

Due  articoli di Silvia Ribeiro, pubblicati da La Jornada, affrontano tematiche scottanti relative alle nuove biotecnologie:

Nuovi motivi per opporsi ai transgenici
Nuovi tranelli transgenici

Le ultime biotecnologie (CRISPR-Cas9, gene drive) che cominciano ad essere impiegate in vari paesi senza che ancora esista un largo consenso scientifico e neppure una regolamentazione decisa a livello internazionale sollevano nuove e gravi preoccupazioni. E’ notizia recente che ricercatori svizzeri impegnati nella modificazione genetica della mandioca con la tecnologia CRISPR-Cas9, hanno constatato la comparsa di un nuovo virus patogeno.
L’autrice degli articoli, Silvia Ribeiro, è direttrice per l’America Latina del Gruppo ETC, una fra le pochissime organizzazioni indipendenti a livello mondiale che studia tecnologicamente ed eticamente questi problemi e ne informa l’opinione pubblica.

 

Documenti del Gruppo ETC: una nuova sezione nel nostro blog

Il Gruppo ETC è un gruppo indipendente di ricercatori che opera a livello globale e indaga dai primi anni ‘80 del secolo scorso sulle questioni socio-economiche ed ecologiche collegate alle nuove tecnologie e al potere crescente delle multinazionali, con particolare attenzione agli impatti che possono avere sulle popolazioni più povere e più vulnerabili.

Nel mese di ottobre 2018 abbiamo concordato con questo Gruppo una collaborazione per la diffusione di testi prodotti da loro su argomenti che ci stanno a cuore, come le biotecnologie e l’agricoltura.

Le nuove tecnologie, sviluppate nel Nord del mondo, spesso vengono applicate senza una seria analisi dei loro effetti sulla salute, sull’ambiente e sulla vita della gente, e senza una regolamentazione cautelativa. Per questo riteniamo di grande importanza il lavoro di analisi e di monitoraggio svolto dal Gruppo ETC.

Vi invitiamo perciò ad accedere alla nuova sezione sul blog per leggere la presentazione del Gruppo Etc e tre documenti sulla nuova frontiera della manipolazione genetica: i gene drive, in discussione nella Conferenza delle Nazioni Unite in corso dal 17 al 29 novembre 2018 a Sharm El-Sheikh, in Egitto:

Scienza e neuroscienze

Nora Merlin – Colonizzazione della soggettività: le neuroscienze

L’articolo che inseriamo nel blog ci sembra interessante per la sua denuncia dell’uso politico delle neuroscienze. Non crediamo, come l’autrice fa, nell’assoluta inutilità scientifica di questa disciplina, ma concordiamo sul fatto che oggi le neuroscienze sono diventate uno strumento di costruzione di soggettività succubi al progetto sociale neoliberista, come ampiamente documentato nel testo di Pablo Dávalos inserito in questo blog e a suo tempo stampato nel secondo opuscolo della serie “Voci da Abya Yala”: Le nuove vie del potere: verso il controllo totale della mente?

Leggi online oppure scarica in pdf: Merlin_Colonizzazione_soggettivita

Un’altra voce critica su argomenti di carattere scientifico è quella di Silvia Ribeiro, di cui abbiamo recentemente pubblicato: Transgenici 2.0: è ora di smetterla.

Andrés Carrasco: La scienza e gli OGM.

gmo

Andrés Carrasco (1946-2014), noto biologo molecolare argentino e presidente onorario della Unión de Científicos Comprometidos con la Sociedad y la Naturaleza en América Latina, denuncia la mistificazione della propaganda che sostiene le tecnologie di modificazione genetica.

Carrasco mette in luce due aspetti fondamentali:

– dal punto di vista scientifico, i presupposti errati e anacronistici su cui queste tecnologie si fondano;

– dal punto di vista socio-politico e culturale, la distruzione sistematica del patrimonio culturale dei popoli indigeni e contadini a cui danno luogo: un vero e proprio sterminio di saperi, culture e popolazioni a sostegno del modello ‘estrattivista’, che è la forma assunta dal colonialismo nel mondo attuale.

Aggiungiamo, sullo stesso tema delle biotecnologie, un contributo recente di Silvia Ribeiro su La Jornada.

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