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Raul Zibechi: Autocritiche femministe e movimenti antisistema


Questo 8 marzo ci ha riservato grandissime mobilitazioni, che sono la duplice conseguenza della violenza sistemica contro le donne e della persistenza dei movimenti femministi che non si tirano indietro quando è il momento di andare contro corrente….
Uno dei fatti più notevoli è stato la diffusione di un documento intitolato Alcune riflessioni sulle metodologie femministe, formulato da un insieme di persone e organizzazioni che si richiamano al femminismo decoloniale”.
Raul Zibechi commenta il documento a proposito della chiamata allo sciopero globale per l’8 marzo e al suo significato per le moltissime donne del sud del mondo cui la lotta quotidiana per la sopravvivenza non consentiva partecipare. Un severo punto di vista dal basso, che, come ricorda Zibechi, ci provoca quell’imprescindibile disagio ma arricchisce il nostro orizzonte.

Continua a leggere qui Zibechi e qui il documento femminista decoloniale

I progetti dei «padroni senza popoli» e le proposte dei «popoli senza padrone»

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Tre temi in generale:

Uno, il contesto particolare di ciò che sta succedendo in Colombia, e le condizioni in cui si firma l’accordo.

Due, l’analisi di qual è la pace di cui si sta parlando e del perché noi riteniamo che si tratti soltanto della firma di un accordo bilaterale di cessate il fuoco fra le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) e il governo.

Tre, le possibilità e le sfide per i popoli nel contesto attuale e nel quadro di questa firma.

Dopo questa introduzione, Vilma Almendra, una donna indigena nasa del Nord del Cauca, fa una pausa, guarda i presenti negli occhi , prende fiato e comincia un racconto lungo, rapido, emozionato, adirato, fiero, che le esce dal cuore e che per noi dura un’ora, ma per i popoli del Nord del Cauca ha centinaia di anni.

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Nochixtlan, o la propagazione della rivolta

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Asunción de Nochixtlan è una localita situata al centro della Zona a Economia Speciale (Zee) sulla direttrice che congiungerà  il Golfo del Messico al Pacifico. Il 19 giugno la Polizia Federale, con l’appoggio di elicotteri, ha condotto un’operazione di guerra contro la popolazione che ha prodotto 11 morti e decine di feriti. Un salto di qualità nella repressione della rivolta contro la riforma educativa portata avanti dai maestri del distretto di Oaxaca che  ha avuto come unico risultato l’indignazione della popolazione e l’estensione della rivolta.

Carlos Fazio e Gustavo Esteva commentano gli avvenimenti qui e qui

Gustavo Esteva: La battaglia di Oaxaca

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Oaxaca brucia, scrive Gustavo Esteva, la battaglia è appena cominciata. E ha un significato speciale nella grande guerra contro la vita in tutte le sue forme che il dominio del capitale impone, in forme diverse, in ogni angolo del pianeta.  Due volte al mese, da diversi anni, è da laggiù che lui ci manda gli articoli che scrive per la Jornada. Nella capitale dello Stato omonimo, il più meridionale del Messico, esattamente dieci anni fa una delle più importanti esperienze collettive di autogoverno di questo secolo, la Comuna di Oaxaca, fu stroncata da una repressione sanguinosa. Era durata molto più a lungo della Comune di Parigi ed era stata preceduta da una strenua lotta dei maestr@s. Strenua quanto quella contro una riforma del lavoro travestita da riforma educativa, che gli insegnanti messicani combattono anche oggi. Ha già fatto 8 morti e decine di feriti, molti dei suoi volti più noti sono stati incarcerati per essere tenuti in ostaggio, ma la rivolta dilaga in tutto il Messico e sarà molto, molto difficile fermarla con il sangue ed il dolore.

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ORIZZONTE COMUNITARIO-POPOLARE: ANTAGONISMO E PRODUZIONE DEL ‘COMUNE’ IN AMERICA LATINA di RAQUEL GUTIÉRREZ AGUILAR *

Raquel Gutiérrez Aguilar, messicana con una lunga esperienza di lotta socile anche in Bolivia, è oggi ricercatrice sociale presso l’Universita messicana di Puebla.

 Proponiamo questo suo testo che ci sembra di notevole interesse per il modo non usuale di interpretare il significato profondo delle lotte sociali e dei loro reali contributi alla emancipazione dal basso dei popoli. Come gli editori boliviani del testo (Editorial Autodeterminación di Cochabamba) scrivono nell’introduzione, Raquel Gutierréz possiede una “formidabile capacità (…) nello sforzo di pensare l’antagonismo sociale nell’America Latina attuale secondo una chiave diversa dalla maggioranza degli studi e degli scritti che affrontano la politica, le lotte popolari e la generazione e il consolidamento delle relazioni di dominazione.”

 

Crediamo che questo sia uno dei testi preziosi del pensiero critico latinoamericano contemporaneo che offriamo alla lettura in questo nostro sito e ci ripromettiamo un progressivo affiancamento della traduzione in lingua italiana dei singoli capitoli in castigliano. Iniziamo quest’impegno dall’introduzione.

 

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