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CAMMINAR DOMANDANDO

pagine di autonomia

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Popoli in movimento

Andrés Carrasco: La scienza e gli OGM.

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Andrés Carrasco (1946-2014), noto biologo molecolare argentino e presidente onorario della Unión de Científicos Comprometidos con la Sociedad y la Naturaleza en América Latina, denuncia la mistificazione della propaganda che sostiene le tecnologie di modificazione genetica.

Carrasco mette in luce due aspetti fondamentali:

– dal punto di vista scientifico, i presupposti errati e anacronistici su cui queste tecnologie si fondano;

– dal punto di vista socio-politico e culturale, la distruzione sistematica del patrimonio culturale dei popoli indigeni e contadini a cui danno luogo: un vero e proprio sterminio di saperi, culture e popolazioni a sostegno del modello ‘estrattivista’, che è la forma assunta dal colonialismo nel mondo attuale.

Aggiungiamo, sullo stesso tema delle biotecnologie, un contributo recente di Silvia Ribeiro su La Jornada.

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Somos viento, la resistenza di una comunità

viento

La resistenza della popolazione contadina al Parco Eolico di San Dioniso del Mar nell’Istmo di Tehuantepec è stata ed è accanita. Non tutto quello che sembra verde è in realtà verde, come ci racconta questo video.

Andiamo oltre ciò che ci concede il sistema

bambini

Resistenza e autonomia non sono scelte contraddittorie. In un momento in cui l’attacco violento del Capitale contro ogni forma del vivente sembra irresistibile, i popoli in cammino si riuniscono a parlare di vita, libertà resistenza e autonomia. Nomi noti e gruppi provenienti da tutta l’America Latina, femministe e operai, sindacalisti e indigeni, studenti, movimenti contro le miniere e per l’accesso all’acqua e alla terra. Dal Messico alla Terra del Fuoco. Per andare oltre ciò che il sistema ci concede.

Leggi sul sito o scarica il pdf Pueblos en camino

PICCOLI GENOCIDI DELLA CRISI CICLICA DEL CAPITALE: PRESAGIO E ANNUNCIO DI STERMINIO RAZIONALE PER LA DISTRUZIONE DELLE ECCEDENZE

Hector Mondragon
Hector Mondragon

PUEBLOS EN CAMINO, (www.pueblosencamino.org) è una rete rete che continua a tessere fili fra militanti di vari paesi latinoamericani. Nei periodici dialoghi a più voci via skype vengono affrontate tematiche o situazioni specifiche. Riteniamo interessante stralciare dalla conversazione su Pequeños Genocidios en la Crisis cíclica del Capital del 16.9 la parte riguardante il tema della “distruzioni degli eccedenti” di cui è stato relatore Héctor Mondragón. Abbiamo omesso i vari interventi rinviando gli interessati al sito citato. Lasciamo al testo il tono discorsivo di una conversazione via skype.

Leggi sul sito oppure scarica Hector Mondragon Piccoli genocidi della crisi ciclica del Capitale solo it in pdf

Il nostro compito è lottare per far continuare la vita

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DON FÉLIX DÍAZ è un indigeno Qom, querasche del suo popolo e portavoce del coordinamento dei Popoli Indigeni dell’Argentina.

Dalle parole di Don Félix emergono i tratti essenziali di una cosmovisione che trova nella vita ancora un senso e un dovere: quello di proteggerla e di espanderla in un rapporto armonioso con la natura e di dialogo fra le comunità umane. Senza “guerre umanitarie”.

In italiano sul sito o scarica il PDF Felix Diaz PEC Agosto 5 de 2014

Perchè non ci ribelliamo? Riflessioni su un testo di Raquel Gutierrez Aguilar

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“Perché non ci ribelliamo?”. Dico qui, in Italia, oggi. Mentre altrove di ribellione ce n’è, e tanta, ma tuttavia essa non sembra “quagliare” , per usare un’espressione popolare. Quindi : “perché altrove si, e qui no?”. E “perché non quaglia”? Oppure “quaglia” e non ce ne accorgiamo?

E’ un tema sul quale ho continuato a rimuginare, leggendo un po’ di cose e prendendo appunti. I sociologi offrono risposte varie, spesso non convincenti. Più interessanti talora le letture di alcuni casi. 

E’ un tema sul quale abbiamo continuato a rimuginare…..   Iniziamo con questo testo di Raquel Gutiérrez, per casualità e non per motivi logici.

Ecco il testo in lingua originale sul sito o Raquel Gutierrez Aguilar Pistas reflexivas in pdf

Sintesi – Stiamo vivendo un passaggio civilizzatorio pieno di turbolenze e di conflitti. Chi sono gli attori di queste lotte e che legame esse hanno fra loro? Perché non si affermano? Al conflitto tradizionale proletariato-borghesia si è sostituito oggi quello fra “legami di comunità” da un lato e coalizione internazionale delle corporation dall’altro1. Le strutture tradizionali di mediazione fra il potere e i cittadini (partiti politici, sindacati …) costruite nel XIX e XX secolo, sono in crisi come pure lo è lo Stato-nazione, svuotato delle sue prerogative grazie al debito costituitosi con le corporation (banche, grandi istituzioni internazionali, grandi speculatori) riunite sotto il nome di “mercato”. Anche la distinzione sinistra-destra sembra obsoleta perché quando i rappresentanti dei rispettivi schieramenti vanno al governo applicano politiche analoghe, salvo mantenere talora diversa retorica (ricordate Pasolini? ndt). La contesa politica reale si sposta pertanto dal livello statale a quello di forme di autonomia locale nelle quali il cittadino esce dalla situazione di delegante periodico ad altri del proprio potere tramite il voto e recupera il ruolo di attore, ovvero passa dalla verticalità all’orizzontalità del discorso politico. Tornando alle lotte che si svolgono a livello globale esse, per una miglior comprensione, possono interpretarsi più come lotte di “popoli in movimento” che come azione di specifici movimenti sociali (Zibechi2) come pure più che all’identificazione dei soggetti é forse utile risalire alle ragioni interiori che ne sono all’origine.

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