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CAMMINAR DOMANDANDO

pagine di autonomia

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Popoli in movimento

Risposta al terremoto

foto tratta da: https://c.o0bg.com

Recentemente il Messico è stato sede di un forte terremoto che ha colpito soprattutto le regioni del sud e del sud-est ma con effetti considerevoli anche nella capitale. Il sisma, con ripetute scosse che hanno raggiunto l’intensità massima di 8,2 gradi della scala Richter, ha provocato almeno 300 morti, ma il numero col passare dei giorni tende a salire.

Il più grave terremoto ricordato in Messico è stato quello del 1982 che allora colpì in particolare la capitale Città del Messico e i morti allora furono stimati fra 3mila (dato ufficiale) e 20mila (altre fonti). Il governo fu impreparato a farvi fronte e si assistette a un grande sforzo auto-organizzativo dal basso della società civile che ne risvegliò anche l’impegno politico durato nel tempo, al di là dell’emergenza.

Questa capacità di auto-organizzazione si è ripetuto nelle attuali circostanze, come ci raccontano sulle pagine de La Jornada Victor M. Toledo  e Gustavo Esteva:

Victor M.Toledo – Potere ai cittadini! Quello che il terremoto ci ha lasciato

Gustavo Esteva – Sociomoto

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Somos viento, la resistenza di una comunità

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La resistenza della popolazione contadina al Parco Eolico di San Dioniso del Mar nell’Istmo di Tehuantepec è stata ed è accanita. Non tutto quello che sembra verde è in realtà verde, come ci racconta questo video.

Andiamo oltre ciò che ci concede il sistema

bambini

Resistenza e autonomia non sono scelte contraddittorie. In un momento in cui l’attacco violento del Capitale contro ogni forma del vivente sembra irresistibile, i popoli in cammino si riuniscono a parlare di vita, libertà resistenza e autonomia. Nomi noti e gruppi provenienti da tutta l’America Latina, femministe e operai, sindacalisti e indigeni, studenti, movimenti contro le miniere e per l’accesso all’acqua e alla terra. Dal Messico alla Terra del Fuoco. Per andare oltre ciò che il sistema ci concede.

Leggi sul sito o scarica il pdf Pueblos en camino

Juan Villoro: La stella zapatista

stella

Che cosa si può dire nell’anniversario del movimento? L’assenza di eventi spettacolari suggerirebbe che la loro lotta sia scemata. Una visita nella zona zapatista porta ad altre conclusioni. … La sollevazione è transitata verso una forma più pacifica e resistente di quella epica: l’eroismo della vita quotidiana. Continua a leggere sul sito

NON È LA STESSA COSA RESISTERE PER SOPRAVVIVERE E RESISTERE PER TRASFORMARE IL MONDO

RIFLESSIONI SULL’ESCUELITA ZAPATISTA

Il Dizionario della Reale Accademia spagnola definisce il termine teoria come «conoscenza speculativa a prescindere da qualsiasi applicazione». Lo zapatismo è il contrario di ciò. La sua forma di conoscenza è pratica, non speculativa; ciò che si conosce, lo si conosce per applicarlo, ed è questo l’unico criterio di validità delle conoscenze. La teoria non è necessaria per fare la rivoluzione. Invece è necessaria l’etica, la decisione individuale e collettiva di mettere in gioco il corpo per cambiare il mondo; occorre una visione lucida di ciò che va fatto in ciascun momento, per analizzare la volontà e la capacità dei ribelli di lanciarsi nello scontro. Tutto il resto, le ideologie, le teorie, sono per lo più ostacoli che impediscono di vedere le cose come realmente sono. […] Tutto ciò non vuol dire che nello zapatismo non ci sia elaborazione di idee e analisi, ma che le conclusioni a cui giungono sono il prodotto di esperienze collettive.

 Raúl Zibechi – Alba di mondi altri , pag 178/179

Pubblichiamo un intervento di Sergio Tischler Visquerra su teoria e pratica da un punto di vista zapatista. Leggi sul sito

Il nostro compito è lottare per far continuare la vita

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DON FÉLIX DÍAZ è un indigeno Qom, querasche del suo popolo e portavoce del coordinamento dei Popoli Indigeni dell’Argentina.

Dalle parole di Don Félix emergono i tratti essenziali di una cosmovisione che trova nella vita ancora un senso e un dovere: quello di proteggerla e di espanderla in un rapporto armonioso con la natura e di dialogo fra le comunità umane. Senza “guerre umanitarie”.

In italiano sul sito o scarica il PDF Felix Diaz PEC Agosto 5 de 2014

Perchè non ci ribelliamo? Riflessioni su un testo di Raquel Gutierrez Aguilar

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“Perché non ci ribelliamo?”. Dico qui, in Italia, oggi. Mentre altrove di ribellione ce n’è, e tanta, ma tuttavia essa non sembra “quagliare” , per usare un’espressione popolare. Quindi : “perché altrove si, e qui no?”. E “perché non quaglia”? Oppure “quaglia” e non ce ne accorgiamo?

E’ un tema sul quale ho continuato a rimuginare, leggendo un po’ di cose e prendendo appunti. I sociologi offrono risposte varie, spesso non convincenti. Più interessanti talora le letture di alcuni casi. 

E’ un tema sul quale abbiamo continuato a rimuginare…..   Iniziamo con questo testo di Raquel Gutiérrez, per casualità e non per motivi logici.

Ecco il testo in lingua originale sul sito o Raquel Gutierrez Aguilar Pistas reflexivas in pdf

Sintesi – Stiamo vivendo un passaggio civilizzatorio pieno di turbolenze e di conflitti. Chi sono gli attori di queste lotte e che legame esse hanno fra loro? Perché non si affermano? Al conflitto tradizionale proletariato-borghesia si è sostituito oggi quello fra “legami di comunità” da un lato e coalizione internazionale delle corporation dall’altro1. Le strutture tradizionali di mediazione fra il potere e i cittadini (partiti politici, sindacati …) costruite nel XIX e XX secolo, sono in crisi come pure lo è lo Stato-nazione, svuotato delle sue prerogative grazie al debito costituitosi con le corporation (banche, grandi istituzioni internazionali, grandi speculatori) riunite sotto il nome di “mercato”. Anche la distinzione sinistra-destra sembra obsoleta perché quando i rappresentanti dei rispettivi schieramenti vanno al governo applicano politiche analoghe, salvo mantenere talora diversa retorica (ricordate Pasolini? ndt). La contesa politica reale si sposta pertanto dal livello statale a quello di forme di autonomia locale nelle quali il cittadino esce dalla situazione di delegante periodico ad altri del proprio potere tramite il voto e recupera il ruolo di attore, ovvero passa dalla verticalità all’orizzontalità del discorso politico. Tornando alle lotte che si svolgono a livello globale esse, per una miglior comprensione, possono interpretarsi più come lotte di “popoli in movimento” che come azione di specifici movimenti sociali (Zibechi2) come pure più che all’identificazione dei soggetti é forse utile risalire alle ragioni interiori che ne sono all’origine.

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Raul Zibechi – I movimenti sociali in Brasile

Raul Zibechi

Cosa sta accadendo in Brasile? I movimenti sociali erano stati anestetizzati dai governi del Partito dei Lavoratori, come molti avevano scritto, e finalmente si stanno risvegliando? Cosa c’è sotto e dietro le grandi manifestazioni del giugno 2013 protrattesi fino all’evento della Coppa del Mondo di calcio e oltre? Raúl Zibechi, autore del libro Brasil Potencia: entre la integración regional y un nuevo imperialismo, il cui ultimo capitolo é dedicato ai movimenti ‘antisistemici’ presenti nel paese, ha recentemente aggiornato la sua analisi alla luce degli eventi dell’ultimo anno (il libro uscì nel marzo 2013).

Ecco questo interessante testo in lingua originale.

Leggi sul sito o scarica in pdf: Zibechi – Debajo y detras

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