Paris1

“Perché non ci ribelliamo?”. Dico qui, in Italia, oggi. Mentre altrove di ribellione ce n’è, e tanta, ma tuttavia essa non sembra “quagliare” , per usare un’espressione popolare. Quindi : “perché altrove si, e qui no?”. E “perché non quaglia”? Oppure “quaglia” e non ce ne accorgiamo?

E’ un tema sul quale ho continuato a rimuginare, leggendo un po’ di cose e prendendo appunti. I sociologi offrono risposte varie, spesso non convincenti. Più interessanti talora le letture di alcuni casi. 

E’ un tema sul quale abbiamo continuato a rimuginare…..   Iniziamo con questo testo di Raquel Gutiérrez, per casualità e non per motivi logici.

Ecco il testo in lingua originale sul sito o Raquel Gutierrez Aguilar Pistas reflexivas in pdf

Sintesi – Stiamo vivendo un passaggio civilizzatorio pieno di turbolenze e di conflitti. Chi sono gli attori di queste lotte e che legame esse hanno fra loro? Perché non si affermano? Al conflitto tradizionale proletariato-borghesia si è sostituito oggi quello fra “legami di comunità” da un lato e coalizione internazionale delle corporation dall’altro1. Le strutture tradizionali di mediazione fra il potere e i cittadini (partiti politici, sindacati …) costruite nel XIX e XX secolo, sono in crisi come pure lo è lo Stato-nazione, svuotato delle sue prerogative grazie al debito costituitosi con le corporation (banche, grandi istituzioni internazionali, grandi speculatori) riunite sotto il nome di “mercato”. Anche la distinzione sinistra-destra sembra obsoleta perché quando i rappresentanti dei rispettivi schieramenti vanno al governo applicano politiche analoghe, salvo mantenere talora diversa retorica (ricordate Pasolini? ndt). La contesa politica reale si sposta pertanto dal livello statale a quello di forme di autonomia locale nelle quali il cittadino esce dalla situazione di delegante periodico ad altri del proprio potere tramite il voto e recupera il ruolo di attore, ovvero passa dalla verticalità all’orizzontalità del discorso politico. Tornando alle lotte che si svolgono a livello globale esse, per una miglior comprensione, possono interpretarsi più come lotte di “popoli in movimento” che come azione di specifici movimenti sociali (Zibechi2) come pure più che all’identificazione dei soggetti é forse utile risalire alle ragioni interiori che ne sono all’origine.

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